Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
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Amici scomparsi
il Regno dei Borboni fosse destinato a dissolversi qualora queste non fossero state attuate e non fosse emanata e resa operante una Costituzions liberale, o non fosse stato, almeno, attenuato e reso più sopportabile il grave stato di disordine amministrativo, di intolleranza poliziesca, di spietatezza nella repressione di reati, veri o presunti, di natura politica e, infine, di corruzione che si manifestava, in forme talvolta aberranti, nel Regno.3)
Curato scrive (p. 123): La sorte della monarchia borbonica si decise nel luglio del 1849. La questione della forma di governo del regno creò la frattura tra la dinastia ed il paese, ed anche la posizione internazionale delle Due Sicilie ne fu condizionata.
La sospensione, il 10 febbraio 1849, della Costituzione concessa dbtorto collo da Ferdinando II il 29 gennaio 1848, lo scioglimento, il 13 marzo successivo, del Parlamento nonché l'infelice esito della spedizione militare su Roma volta a riporre sul trono Pio IX, con l'esercito sconfitto ingloriosamente a Velletri, nel maggio, da forze inferiori di numero comandate da Garibaldi, la dura repressione poliziesca che si estendeva ai sospetti di opinione, la formazione di liste di attendibili, cioè di persone sospette per motivi politici che comprendevano, financo, i parenti del reo presunto, i processi che ne seguirono, le condanne a morte, l'accentramento assolutistico dei poteri favorito dal re contribuivano a minare le deboli basi del trono. Si aggiungevano ai mali l'atteggiamento della Gran Bretagna reso passionale dagli interventi alla Camera dei Comuni ed attraverso la stampa di Lord Palmerston ministro degli Esteri fino al 1851 e, poi, dal 1855, Primo ministro e di W. E. Gladstone, cancelliere dello Scacchiere dal 1852 al 1855, la politica filo-russa perseguita dal re di Napoli durante la guerra di Crimea, le agitazioni dei rifugiati, molti dei quali avevano trovato accoglienza negli Stati sardi, i tentativi dì invasione del paese, fra cui, nel giugno 1857, quello -di Carlo Pisacane. Agli innumeri mali di cui soffriva il Regno si aggiungeva (ed era particolarmente grave) la perdita dei Reggimenti svizzeri, avendo la Dieta di detto Paese deciso, nel luglio 1859, di porre fine agli arruolamenti sotto bandiere straniere di individui appartenenti alla Confederazione e decretato che ogni individuo che avesse fatto o conservato un servizio militare di tal genere senza esserne autorizzato dal Consìglio Federale avrebbe perduto la cittadinanza ed i diritti politici (p. 282). Il che provocò lo scioglimento dei reggimenti cui seguì un ridotto reingaggio di volontari e una riduzione notevole, sia per potenza d'armi e possibilità operative che per prestigio, della forza militare operante nel Regno di Napoli. Senza dubbio la presenza compatta dei reparti svizzeri non avrebbe potuto mutare la sorte degli eventi a Calatafimi o al Volturno, poiché appariva molto difficile in quel
3) Sono significativi al riguardo due dispacci scambiati fra Gilbert Ellìot secondo conte di Minto, Inviato straordinario inglese presso varie corti d'Italia e Lord John Napier, Incaricato d'affari britannico alla corte di Ferdinando II. Questi scriveva al Minto, il 15 novembre 1847, che non era in grado di suggerire alcun mezzo per trasformare il re di Napoli in un sovrano popolare; il Minto, il 9 dicembre successivo, esortava il Napier a far presente al re quali fossero stati i benefici ottenuti da Carlo Alberto a seguito della introduzione di alcune riforme {Gran Bretagna e Italia, cit., t. I, pp. 200, 251).