Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno
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1990
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pagina
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245
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LIBRI E PERIODICI
ALBERTO AQUARONE, 1 problemi dell'Italia unita. Dal Risorgimento a Gioititi, con introduzione e a cura di ROMANO PAOLO COPPINI e con post-fazione di GIOVANNI SPADOLINI (Quaderni di storia diretti da Giovanni Spadolini, LXXVIII); Firenze, Le Monnier, 1989, in 8, pp. XXX-273. L. 28.000.
A poco più di due anni di distanza dalla pubblicazione dell'ampia scelta di recensioni dedicate al tema del fascismo e antifascismo (A. AQUARONE, Fascismo e antifascismo nella storiografia italiana, a cura di R. P. Coppini, Roma, Edizioni della Voce, 1986), siglate da Alberto Aquarone con lo pseudonimo di Alienino per la rubrica La storia e la politica da lui tenuta per più di un decennio, dalla metà degli anni Sessanta, sulle colonne della Voce repubblicana, appare questa seconda, già annunciata antologia, curata sempre da Romano Paolo Coppini, lo studioso pisano allievo di Aquarone.
Non si può innanzitutto che ribadire il giudizio positivo, peraltro già espresso in altra sede {Società e storia, 1987, n. 35, pp. 251-253), riguardo al precedente volume, sia per l'intelligente e sensibile selezione dei testi, troppo numerosi per riprodurli tutti, sia ancora una volta per l'opportunità dell'iniziativa, non tanto e non solo sul piano storiografico e metodologico ma in particolare per il suo significato più ampiamente culturale.
Il volume, che raccoglie cinquanta recensioni a testi che vanno dal Cavour di Romeo all'Agnelli di Castronovo, dagli studi sulla politica estera di Enrico Decleva a quelli sull'imperialismo industriale italiano di Richard Webster, tanto per citarne alcuni, è utilmente scandito in cinque parti (Figure e problemi del Risorgimento, L'organizzazione dello Stato, Opposizioni politiche e realtà sociali, Gli anni del decollo economico, L'età giolittiana e la guerra mondiale).
Inquietante, proprio nella sua scarna efficacia, il titolo della raccolta, scavalcando in realtà i limiti cronologici e storici legati alle opere recensite, interpreta con chiarezza la lezione impartita da Aquarone nelle sue conversazioni sul quotidiano repubblicano.
A costo di ripetersi va infatti ricordata l'assoluta originalità di una figura di intellettuale come quella di Aquarone, che, al di là del mestiere di storico, nasceva e istintivamente filtrava e interpretava la realtà del passato e di un presente ancora contradittorio e in evoluzione come uomo di cultura, intendendo quest'ultima non quale strumento elitario di controllo in un determinato ambito sociale, ma come apprendimento e riflessione su tutto quanto la società appunto offriva nelle espressioni individuali come nelle formazioni politiche.
Proprio nel 1968, recensendo lo studio di Sergio Zoppi su Romolo Murri e la prima democrazia cristiana '(Firenze, Vallecchi, 1968), Aquarone affrontava la sempre spinosa questione del rapporto fra azione individuale e sviluppo storico , e ironizzando su quelle forces maìtresses, in cui molti feticisticamente vogliono vedere le uniche determinanti del corso storico sosteneva la necessità del riconoscimento nell'ambito di qualsiasi disegno storico di qualche respiro, del peso di quella componente incontrollabile [...] irrazionale, rappresentata [...] dal groviglio inestricabile di idee, emozioni,