Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno
<
1990
>
pagina
<
249
>
Libri e periodici 249
secondo capitolo. Questo, intitolato La lezione della Grande Guerra si incentra sul problema dell'Adriatico durante e dopo il conflitto, sul ruolo svolto dalla Regia Marina e sul fallimento della politica di annessione della Dalmazia da questa sostenuta, politica che si espliciterà, per l'ultima volta, nella dichiarazione di voto contraria alla ratifica del trattato di Rapallo resa al Senato dal Grande Ammiraglio Thaon di Revel perché senza il dominio della Dalmazia e del suo arcipelago le aperte, popolose e ricche coste della Romagna e della Puglia saranno alla mercè del nemico.
Il dominio del Mediterraneo è intitolato il terzo capitolo, che giunge fino al 1945 tra dottrina, propaganda e politica all'insegna del mare nostrum mentre il titolo dell'ultimo capitolo è, assai opportunamente La sicurezza del Mediterraneo , con i problemi del difficile equilibrio di questo bacino, privo per la prima volta dopo un secolo e mezzo di una flotta inglese, con le nazioni rivierasche ormai declassate a medie o piccole potenze e con le squadre navali delle due super potenze quali ospiti più o meno permanenti.
Nella bibliografia figurano quasi cento titoli di libri e di articoli (questi ultimi tratti in prevalenza dalla Rivista Marittima) mentre per il capitolo iniziale si è fatto ricorso anche a documenti dell'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina.
Un'opera concisa ma densa, ben calibrata e ben documentata, che raggiunge perfettamente il suo scopo di sottolineare l'importanza che ha avuto, e che ha, il Mediterraneo nella vita del nostro paese.
PIERO CROCIANI
P. GAUDENZIO DELL'AIA, // Pantheon dei Borboni in S. Chiara di Napoli; Napoli, Giannini editore, 1987, in 8, pp. 444. S.p.
Ho voluto raccogliere una documentazione, il più possibile completa, ... sulle sepolture dei Borboni esistenti nel tempio... suggerita, oltre che da sentimenti di pietà cristiana, anche dalla venerazione verso una dinastia che ebbe parte così determinante nella storia del Regno delle Due Sicilie .
Un omaggio, dunque, l'opera del francescano P. Gaudenzio dell''Aja, alla dinastia borbonica, forse opportuno in anni che hanno visto, a celebrare quel periodo e quei sovrani, la promozione di varie manifestazioni, non ultima la traslazione nella basilica di Santa Chiara delle spoglie di Francesco II, di Maria Sofia e della piccola Maria Cristina Pia, avvenuta il 10 aprile 1984 e accompagnata dalla pubblicazione di un breve saggio sulla sepoltura degli ultimi Sovrani delle Due Sicilie dello stesso Autore.
Ma al di là dell'intento celebrativo l'opera offre un prezioso contributo alla conoscenza del patrimonio storico ed artistico napoletano grazie alle minuziose ed approfondite ricerche d'archivio e alla pubblicazione di documenti ancora inediti.
Il lavoro risulta impostato su due direttrici fondamentali: la sistemazione in Santa Chiara dei resti mortali dei Sovrani e dei Principi di Casa Borbone e il reperimento di notizie su questi personaggi al fine di correggere errori e colmare lacune.
L'A. ripercorre scrupolosamente tutta la travagliata vicenda delle sepolture borboniche: dalla provvisoria collocazione delle salme in due ambienti adiacenti al coro dei francescani, la cosi detta Stanza dei depositi, alla definitiva sistemazione, dopo secolari vicissitudini, nella cripta sottostante la cappella di S. Tommaso Apostolo, già scelta da Carlo di Borbone come luogo di sepoltura dei suoi figli.
Notevole interesse riveste la sezione dedicata all'esame dei tre progetti, creduti smarriti e qui pubblicati nei disegni originali, per la costruzione nella basilica angioina di una cappella funeraria capace di accogliere le spoglie di tutti i membri della Real Casa. Voluti da Ferdinando II e poi da Francesco II, furono redatti dagli architetti Gaetano Genovese, Antonio Ni eco li ni e Francesco Gavaudan ma mai realizzati per il sopraggiungere di più gravi ed urgenti impegni.
Il problema di dare una degna sepoltura a quei resti mortali continuò quindi