Rassegna storica del Risorgimento

CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno <1990>   pagina <250>
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250 Libri e periodici
a riproporsi negli anni e numerosi furono gli interventi tesi a sollecitare gli opportuni provvedimenti.
Nel 1887 la visita dell'imperatrice Maria Teresa di Borbone ai suoi antenati risvegliò quanto già conoscevasi sulla indecenza del deposito , ma, date le condizioni politiche, si stimò opportuno soprassedere ad ogni iniziativa. Nel 1914 riproponeva la sistemazione delle salme borboniche il francescano P. Bonaventura Carcano e nel 1921 veniva avanzata una proposta dalla sovrintendenza all'arte medioevale e moderna. Nel '23 cominciò ad interessarsi alla questione la duchessa Elena d'Aosta e dopo lunghe trattative, finalmente, l'8 marzo 1926 le salme venivano traslate dalle Stanze ove erano depositate ai coretti sovrastanti le cappelle della basilica.
Devastata la basilica dagli eventi bellici del 4 agosto '43 le casse vennero trasportate il 14 agosto '44 in S. Francesco di Paola. Da qui, al termine di una vicenda quasi romanzesca, le spoglie dei 29 sovrani e principi della Casa Borbone furono prelevate la sera dei 28 marzo '58 e definitivamente sistemate nella cripta appositamente creata sotto la Cappella di S. Tommaso, cripta che avrebbe accolto nel '62 i resti della regina Maria Teresa e del principe Gennaro, e nell'84 quelli dell'ultimo sovrano di Napoli e della sua famiglia.
L'A. introduce a questo punto un minuzioso lavoro d'indagine teso a chiarire gli equivoci e correggere gli errori commessi da coloro che avevano precedentemente redatto i vari elenchi dei sovrani e principi di Casa Borbone deposti in Santa Chiara.
Ne deriva la necessità di indispensabili correzioni: vanno eliminati dalle lapidi i nomi dei personaggi non sepolti nella cripta, come Anna Maria di Sassonia e la principessa Germana, ed inseriti invece i nominativi mancanti, quale quello del principe Gennaro Carlo.
Di grande interesse per lo storico è la revisione della genealogia della Casa Borbone delle Due Sicilie da Carlo a Francesco li, frutto di un lavoro lungo ed impegnativo.
Cominciando da Carlo, dei personaggi maggiori o minori della dinastia sono indicati i momenti principali della vita: la nascita, le vicissitudini familiari, le vicende politiche. Le notizie, sia sui sovrani che sui principini vissuti pochi giorni o nati morti, sono avvalorate da precise note, in cui si citano le fonti e si discutono le attestazioni ritenute infondate. Nella sua indagine l'A. vaglia criticamente la vasta bibliografia, senza trascurare i periodici, ed esamina molti importanti archivi, da Napoli a Palermo, a Firenze, Livorno e Pisa, spingendosi fino ai registri parrocchiali.
L'erudizione è messa al servizio della storia. Ne risulta un'opera di grande interesse, arricchita; tra l'altro, da un sostanzioso, bellissimo corredo illustrativo, che concorre a rendere più vivo quanto scrupolosamente descritto.
ALFONSO SCIROCCO
CARLO PANCERA, Rivoluzione e riforme scolastiche a Ferrara nel triennio repubblicano 1796-99; Ferrara, Istituto di storia contemporanea del movimento operaio e con­tadino, 1.988, in 8, pp. 144. Sjp.
Le idee nuove diffusosi ad ampio raggio in Europa negli anni che seguirono la rivoluzione francese propugnavano riforme in numerosi settori del vivere sociale e politico: istanze di diversa rappresentanza democratica a livello istituzionale, rinnovate codificazioni civili e penali, libera facoltà di esprimersi a voci diverse e critiche nei confronti della tradizione, apertura di un dibattito culturale tutto funzionale alla crescita e all'affermarsi della figura sociale del cittadino. In questa direzione di particolare inte­resse divenne la questione dell'istruzione pubblica, fondamentale in un periodo di rinno­vamento politico e morale del costumi, soprattutto in funzione di controllo di una società 'ordinata, edotta ai nuovi principi e in grado di servire al progetto politico dei nuovi governi.