Rassegna storica del Risorgimento

CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno <1990>   pagina <251>
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Libri e periodici
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Il volume di Pancera analizza, in ambito ferrarese, i progetti di riforma del settore scolastico elaborati nel triennio rivoluzionario, progetti a cui mancò una concreta realiz­zazione e che rimasero pura espressione propositiva per il precipitare degli eventi in seguito alla campagna napoleonica. Storico dell'educazione, il Pancera analizza in prima istanza i concetti pedagogici rivoluzionari e gli obiettivi che sottendevano alle riforme proposte .(l'idea che la diffusione dell'istruzione sottolinea e in primo luogo la battaglia contro l'analfabetismo fosse un passo obbligato per creare le premesse di una e più vasta e consapevole base d'appoggio di un regime che si voleva democratico, era ampiamente affermata ) inquadrandole nel clima politico del momento in rapida evolu­zione e, a volte, quasi subitaneo mutamento. Proprio la necessità di rendere il popolo partecipe di questi cambiamenti e controbattere la propaganda reazionaria stimolò l'azio­ne dei giacobini, che si impegnarono attivamente in luoghi pubblici (i circoli, le feste) e attraverso strumenti specifici quali i catechismi, libretti redatti in forma divulgativa, nei quali si approntavano le nozioni fondamentali per formare il buon cittadino.
Particolarmente interessante la seconda parte del volume che entra nello specifico esame dei progetti elaborati dal Comitato di pubblica istruzione nel 1797. Col primo si proponeva per tutti i giovani il conseguimento di un'istruzione di base: lettura, scrittura, calcolo; un secondo livello prevedeva studi selezionati e indirizzati per ruoli sociali. In entrambi i casi l'insegnamento era affidato a religiosi, controllati da funzionari statali. Uno specifico progetto poi si occupava dell'educazione delle donne: anche in questo caso con netta distinzione tra fanciulle povere e ricche. Queste ultime avevano necessità di un'educazione specifica in quanto destinate a divenire spose e madri di quei cittadini che sarebbero diventati un giorno il sostegno della patria e della repubblica (fu questo un tema che accompagnò a lungo il dibattito sul ruolo della donna nella società); quindi oltre a leggere e scrivere occorreva che imparassero la lingua, il disegno, la musica e soprattutto, la storia patria.
Di fatto, come sottolinea l'autore, anche se non si può negare l'importanza di questi progetti essi erano tutti infarciti di idee riformiste moderate e fortemente legati alle concezioni, in materia di riforme scolastiche, elaborate dall'illuminismo prerivoluzionario; soprattutto non si voleva far pensare a ipotetici rivolgimenti delle tradizionali gerarchie sociali, come dimostrano le separazioni tra studi inferiori e superiori. Gli eventi non permisero il verificare concreto della validità di tali proposte educative e occorse attendere la legge del 1802 della nuova repubblica italiana per vedere realizzato il primo reale rinnovamento negli ordinamenti degli studi e la nascita della scuola moderna.
FIORENZA TAROZZI
BRONISLAW BILINSKI, La Mazurka di Dgbrowski inno nazionale polacco nata a Reggio Emilia nel 1797 (Conferenze, 96); Roma, Biblioteca e centro di studi dell'Accademia polacca delle Scienze, 1988, in 8, pp. 172. S.p.
L'Autore di questo saggio è noto per precedenti pubblicazioni, dedicate a rafforzare i secolari e utili contatti tra due culture tanto diverse. L'opera è il risultato di un'accurata indagine storica, basata sul materiale archivistico-bibliografico disponibile nelle lingue ila-liana e polacca, e rappresenta l'ampliamento di un precedente saggio sulla genesi del canto patriottico la Mazurka di Dgbrowski, futuro inno nazionale della Polonia indipendente1).
La nascita della Mazurka è strettamente legata al generale Jan Dabrowski e alle
i): A questo proposito, si veda, B. BILINSKI, Intorno alla genesi della Mazurka di Dgbrowski , inno nazionale polacco, nata a Reggio Emilia nel 1797, pp. 3-30, in Cultura e nazione in Italia e Polonia dal Rinascimento all'Illuminismo, a cura di Vittore Branca e Sante Graciotli, Firenze 1986.