Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
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Libri e periodici
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Nella genesi e nel destino della marcia è possibile individuare un'analogia con un altro canto, consacrato dalla storia a inno universale della libertà, la Marsigliese. Strasburgo 1792, Reggio Emilia 1797: stesso nemico, stessi ideali. Rouget de l'Iste e Wybicki, trascinati dall'entusiasmo e dal patriottismo, hanno offerto alle loro nazioni due canti, nati come Chant de guerre de l'armée du Rhin l'uno e Piesn Legionow Polskich we Wìoszech l'altro, indirizzati rispettivamente al maresciallo Luckncr e al generale Dabrowski.
La Mazurka è il solenne giuramento della Nazione intera, unita nell'indissolubile volontà di esistere {la Polonia non è morta recita il canto ) e nell'incrollabile certezza che, un giorno, il rombo dei tamburi, annunzianti l'approssimarsi dell'eroico Dabrowski e delle sue eroiche truppe, risuonerà nelle pianure tra la Vistola e la Varta. Tutta la grande tradizione storica del paese slavo risuona nel canto. Ecco, Yhetman Stefan Czamiecki, sfortunato difensore di Cracovia contro gli Svedesi, nel 1655, e mitica figura nella lotta contro Turchi, Tartari e Cosacchi, nemici altrettanto spietati, come il Tedesco e il Moscovita, della res publica Poloniae, Ecco, le falci di Raciawice e il leggendario Kosciuszko simboleggiare la disperata ed eroica lotta contro la potenza zarista, all'epoca di re Stanislao Poniatowski.
Se la componente storica è presente tra le quartine della mazurica, bisogna constatare, di contaro, l'assoluta assenza di quel senso della religiosità, che caratterizza tutti gli altri canti patriottici, presenti nel repertorio musicale polacco. Ciò può apparire in contrasto con lo spirito profondamente religioso di un popolo, capace di unire inscindibilmente la difesa dell'identità nazionale con la fede cattolica; ma la laicità del canto si spiega con la sua funzione originaria di marcia militare e con la formazione culturale illuminista dell'autore.
A conclusione del saggio, il Bilinskd ricorda la storica amicizia tra Italia e Polonia; amicizia suggellata dalle parole della seconda quartina della mazurka; marcia, marcia Dabrowski dalla terra d'Italia alla Polonia: esortazione che, in anni più recenti, ha accompagnato in terra italiana i discendenti di quei soldati delle campagne napoleoniche, quando, durante la tragedia del secondo conflitto mondiale, gli uomini del generale Anders conquistavano Montecassino e liberavano Bologna. Anch'essi, come i loro antenati, oppressi e profughi in terra straniera, con lo sguardo rivolto alla lontana e martoriata patria, hanno offerto il corpo alla terra d'Italia e / cuori alla Polonia, affinché noi tutti conquistassimo la libertà.
ALESSANDRO MANCINI-BARBIERI
DENIS MACK SMITH, J Savoia re d'Italia; Milano, Rizzoli, 1990, in 8, pp. 556. L. 50.000.
Non penso di scrivere una recensione nel senso tecnico del termine per questo volume che non presenta molte novità rispetto alle valutazioni sui personaggi di casa Savoia che già conosciamo da altri scritti.
Vorrei, invece, rivolgermi al caro Mack Smith e dirgli: noi ci conosciamo da quarant'anni e i nostri rapporti sono sempre stati umanamente molto cordiali, anche se lei sa che non ho mai condiviso certi suoi giudizi, soprattutto per la loro asprezza. Questo dico anche se spesso la traduzione italiana ha tradito le sfumature che lei aveva introdotto nell'originale inglese.
So quindi benissimo che lei conosce e sta al corrente di tutta la bibliografia italiana, per cui non le posso rivolgere il rimprovero che ho fatto spesso ad autori inglesi, quello di ignorare quello che si scrive in italiano: posso solo dirle che non la sfrutta. Lo stesso dicasi per gli archivi che, mi consenta di affermarlo, nessuno
3) Sull'epigrafe, posta nel cimitero polacco di Montecassino, è scritto: NOI, SOLDATI POLACCHI / PER LA NOSTRA LIBERTÀ E LA VOSTRA / ABBIAMO DONATO / LA NOSTRA ANIMA A DIO / I NOSTRI CORPI ALLA TERRA ITALIANA / I NOSTRI CUORI ALLA POLONIA.