Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno
<
1990
>
pagina
<
256
>
256 Libri e periodici
donne laureate, la medicina quale primo campo di ricerca scientifica, vicende insomma, fortemente datate e sovversive all'interno dell'ultimo ventennio dell'Ottocento, per un iter che sarebbe rimasto a lungo impervio ed accidentato fino a Gentile che esclude le doime dalla Normale di Pisa e dalle cattedre principali del liceo e la democrazia che riapre queste ultime nel 1945 ma attènde fino al 1952 per riaprire la Normale, Russo e Cantimori* uomini dì sinistra, consulibus, il sommo Giorgio Pasquali solennemente in cattedra: ma queste sono davvero le quinte, e più che supreme, tra le loro stravaganze!
RAFFAELE COLAPIETRA
I magistrati italiani dall'Unità al fascismo. Studi biografici e prosopografici, a cura di PIETRO SARACENO (Quaderni di Clio , 7); Roma, Canicci Editore, 1988, in 8, pp. 280. L. 30.000.
Gli Atti del LIl Congresso di storia del Risorgimento italiano, dedicato al tema dell'amministrazione della giustizia, hanno segnalato in quasi tutte le relazioni carenze e ritardi nelle ricerche dell'intera materia. Pietro Saraceno, assieme a Francesca Grispo e a Francesco Scala nib ri no, ha seguito una via diversa da quelle solite, dedicate agli studi sulla legislazione e sulla questione dell'indipendenza della giustizia. Si è lavorato per la storia della magistratura attraverso le storie dei magistrati, inserendosi in quel tipo di ricerche, definito di biografìa collettiva o, con termine difficile e a diversi non gradito, prosopografiche.
questo un filone assai praticato nei paesi anglosassoni e in Francia e che oggi, disponibile per noi, consente di porre a confronto le analisi italiane con quelle condotte sul piano europeo, realizzando così un salutare ampliamento di orizzonte.
Dei saggi pubblicati, tre sono fondati sul metodo prosopografico : due, dovuti a Saraceno, sui presidenti di tribunale ed i procuratori del re del 1863 e sui magistrati impiegati nelle colonie, e uno, scritto da Francesco Scalandrino, sui giudici responsabili dei processi seguiti agli scioperi agrari del 1885 nel Mantovano.
A due magistrati, dall'opposta fortuna professionale, il pretore Rodolfo Fischer e il guardasigilli nel ministero Crispi (1893-1896) e procuratore generale presso le Cassazioni di Torino e di Napoli Vincenzo Calenda di Tavani, sono dedicati i brevi ma significativi saggi biografici di Pietro Saraceno, ancora, e di Francesca Grispo.
Di Saraceno, inoltre, sono i due contributi conclusivi, che prendono in esame le retribuzioni e le condizioni economiche dei magistrati dall'Unità alla Grande guerra e le statistiche giudiziarie nei loro aspetti più concreti e costruttivi.
A più riprese viene sottolineata l'importanza del rapporto tra politica e magistratura. Questo rapporto con la politica, importante anche in altre carriere statali, pensiamo alla prefettizia e alla diplomatica, può avere senza dubbio risposte generali e globali, che rischiano di cadere nel generico, e può essere provato e risolto solo con indagini all'interno dei singoli microcosmi. Un esempio è dato, appunto, con la ricerca riguardante Fischer, mi altro può essere rappresentato da un lavoro biografico su un prefetto, dall'inizio all'epilogo della carriera.
Il consenso al volume di Saraceno, della Grispo e di Scalandrino è difficile da costruire, data la mancanza di precedenti esperienze e la scarsa sensibilità palesata dagli studiosi per i temi trattati. un consenso, però, che non può non essere espresso al termine di una lettura attenta alle intenzioni e agli obiettivi del lavoro, che risponde, esaudendola, alla richiesta avanzata da Bruno Paradisi per una storiografia del diritto più umana e più ricca di significato, diciamo pure più autentica.1
VINCENZO G. PACIFICI
1 B. PARADISI, Storia del diritto e filosofia, in Nuova metodi della ricerca storica, Milano, Mai-zorati, 1975, p. 96.