Rassegna storica del Risorgimento

CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno <1990>   pagina <258>
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Libri e periodici
lineata l'attenzione che sin dal primo numero dell'Archivio Tolomei dedica ai ladini, in particolare a quelli di Ampezzo e di Livinallongo, nei quali vede la prova della presenza italiana nella regione e la conferma della sua visione di un Alto Adige mistilingue. Proprio sulla questione ladina si sviluppa un iniziale contrasto tra Tolomei e Carlo Battisti, il lin­guista che a partire dal primo dopoguerra sarà una delle colonne della rivista. Senza sopravvalutare l'influenza esercitata in quegli anni daUMrc/iiv/o, la Framke rileva però come esso rappresentasse runica fonte di notizie, per quanto distorta essa fosse, sull'Alto Adige disponibile per l'opinione pubblica italiana.
Dopo avere seguito l'azione propagandistica e preparatoria per un Alto Adige ita­liano svolta dalla rivista negli anni della guerra, vengono illustrati gli interventi del primo dopoguerra, caratterizzati dalle polemiche contro l'Italia liberale, il governatore Credaro e la classe politica trentina e dalle battaglie a favore del bilinguismo integrale (visto come primo stadio dell'italianizzazione) e della provincia unica. In questi anni Tolomei ottiene rilevanti successi politici, come la creazione dell'Istituto di studi per l'Alto Adige e del gruppo parlamentare di vigilanza per l'Alto Adige, ma si sente anche emarginato dalla mancata nomina a senatore e dal carattere moderato delle nomine a senatore avvenute in ambiente trentino. Il 1923 segna ovviamente il momento di massima politicizzazione del-VArchivio; negli anni successivi gli interventi di orientamento politico si alternano a quelli di carattere linguistico e toponomastico. Ancora nel '23 scrive sull'Are/?fvzo, dopo avervi già pubblicato alcuni studi tra '20 e '22, Leo Santifaller, il grande medievista di Castel-rotto, e forse poteva essere approfondito il significato di questa collaborazione, che con il '23 si interrompe però definitivamente. A partire dal '25 ricompare sulle colonne del periodico il nome di Carlo Battisti, ed inizia a formarsi con Battisti stesso Tagliavini, Pisani ed altri il gruppo di linguisti che collaboreranno costantemente alla rivista. Si fa sempre più rilevante, soprattutto con i contributi toponomastici, il peso di Carlo Batti­sti all'interno dev'Archivio, e a lui si affianca la figura politicamente più indipendente di Berengario Girola, sulla quale la Framke richiama opportunamente l'attenzione del lettore. L'altro interessante e compatto nucleo di articolisti è rappresentato dagli italiani attivi a Bolzano nel corso degli anni '30: Arslan, Rasmo, Guido Canali e Zieger. Una figura come quella di Niccolò Rasmo, nazionalista italiano ma capace di esprimersi perfettamente in tedesco e in dialetto tirolese, costantemente impegnato nella salvaguardia dell'identità artistico-culturale di questa provincia a cui pure voleva imprimere un diverso timbro nazio­nale, è emblematica pur nelle sue contraddizioni della ricchezza di spunti che si aprono quando, come avviene nel volume della Framke, la ricerca prende in considera­zione non solo le tematiche politiche, ma anche quelle culturali. Come si è già accennato, l'autrice insiste opportunamente sull'importanza dell'attenzione che Tolomei dedica ai sim­boli : in questo quadro si spiega sia l'insistenza per la costruzione di edifici di impronta italiana o classicheggiante sia la campagna per la rimozione dei simboli tedeschi. Su un piano più strettamente politico è interessante il richiamo all'idea di Tolomei, a partire dal '38, di una politica latina: si 'tratta di una linea che, anche se accompagnata da rilievi critici verso il governo francese, non è del tutto coincidente con quella della diplomazia italiana. Contemporaneamente però l'Archivio insiste sulla necessità di un'intesa tra Roma e Berlino, che emargini i circoli oltranzisti di Monaco e Innsbruck. L'interesse di Tolomei per i problemi di politica estera era del resto già stato dimostrato dalla sua intuizione, che anticipa di molto l'atteggiamento ufficiale italiano, sulla possibilità di un'intesa con Hitler a difesa dell'appartenenza dell'Alto Adige all'Italia.
La terza sezione del volume, che talora si interseca e si sovrappone alla seconda, è dedicata al programma politico dell'Archivio e alle sue motivazioni scientìfiche (o pseudo scientifiche). Si ritorna così in primo luogo alle tematiche geografiche e all'idea del con­fine naturale, un concetto quest'ultimo che forse avrebbe dovuto essere seguito in tutto il suo viluppo all'interno del pensiero politico risorgimentale e post-risorgimentale. L'autrice si sofferma quindi sul piano di annessione del '15, sul programma di snazionalizzazione
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