Rassegna storica del Risorgimento

CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno <1990>   pagina <259>
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Libri e periodici
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del '23 e poi sulle opzioni e sull'esodo della popolazione tedesca, riprendendo in consi­derazione, con un taglio più marcatamente politico, tematiche da lei esaminate già in pre­cedenza. In questo quadro appaiono di particolare interesse le osservazioni sul campanili­smo trentino, che portano Tolomei ad abbandonare la sua originaria posizione a favore della provincia unica e a battersi invano per l'unione della zona mistilingue alla nuova pro­vincia di Bolzano. Le opzioni rappresentano indubbiamente anche una rottura nella politica altoatesina dell'Italia, e l'atteggiamento assunto in questa occasione da Tolomei è in realtà, nonostante la proclamata esultanza per l'accordo, anche l'ammissione di una sconfitta. D'altra parte esse sono però anche la logica conseguenza di una linea che ha sempre avuto come fine quello dell'italianizzazione dell'Alto Adige. Si capisce così come la Framke possa sottolineare soprattutto l'aspetto della continuità dell'atteggiamento dell'Archivio in questa occasione, ricollegandolo alla vecchia tesi di Tolomei del miglioramento etnico e al suo impegno per la conquista del suolo e l'immigrazione italiana. Nell'accordo italo-germanico egli vede così la soluzione totale , e si batte con insistenza per una maggiore incisività nella sua applicazione. In piena coerenza con le sue precedenti prese di posizione egli si sente ferito dalla concessione ai ladini della facoltà di optare; con un tratto tipico in una persona poco disposta ad ammettere le proprie sconfitte considererà poi come un suo successo il voto ladino, senza volere ammettere che in realtà poteva richiamarsi soltanto alla scelta degli ampezzani, per avvalorare questa tesi. Persuasive sono in questa parte del volume le osservazioni dedicate a Tolomei come teorico del colonialismo interno, un fenomeno questo che la Framke esamina anche in chiave comparata, con interessanti riferimenti al caso alsaziano (richiamato come è noto spesso da Tolomei) e alla più recente letteratura sul-l'Occitania. I passi citati dalla Framke sulla politica, necessariamente diversa rispetto a quella di uno Stato multinazionale, che uno Stato nazionale deve perseguire in una zona mistilingue richiamano quanto, prima del '14, era stato sostenuto, con superiore forza intel­lettuale e maggiore vigore polemico rispetto a Tolomei, da Ruggero Timeus. Il nome di Timeus non è ricordato nel volume della Framke, mentre nell'ultima parte del libro quella sulla Wirkungsgeschichte, sull'influenza dell'Archivio, l'autrice ritorna nuovamente sul rap­porto tra Tolomei e gli ambienti nazionalisti ed irredentisti del Regno, nei quali la voce dell'Archivio penetra quando in Trentino essa è ancora considerata come l'espressione di un fanatismo isolato. È ima frattura, quella tra Tolomei e l'opinione pubblica trentina, che non si rimarginerà mai del tutto, come scrive la Framke, che opportunamente richiama l'articolo comparso su Studi Trentini al momento della morte del fondatore delTArcfcivio. Anche in questa parte del volume l'autrice introduce una prospettiva comparatistica con un denso, informato e suggestivo paragrafo dedicato ad un altro caso di irredentismo scientifico , quello della rivista ticinese Adula. L'autrice mette in evidenza i rapporti tra i due gruppi, le affinità tematiche tra le due riviste, le oscillazioni tra impostazione scientifica e propaganda politico-nazionale, la radicalizzazione nazionalistica che a partire dal '25 si manifesta nel circolo ticinese.
La struttura tematica del volume porta talora, come si è già avuto modo di osser­vare, ad alcune ripetizioni e sovrapposizioni. Forse sopravvalutati sono, sulla 'linea di quanto affermato dalla storiografia nordtirolese, il margine di reale influenza di Wilson sulla sorte del territorio sudtirolese nel 1919 e la stessa possibilità che la conferenza della pace si discostasse da quanto previsto nel trattato di Londra. Alcune persone sono ricordate o con cariche diverse da quelle da loro occupate, come Sanminiatellì e Toscano, oppure con grafia imprecisa, come Fabio Filzi. Si tratta però ovviamente di rilievi minori, che non toccano il grande interesse che il volume presenta sia per l'originale approccio metodo­logico sia per l'ampio spettro dei temi trattati. Va ancora osservato che l'analisi è spinta al di là dei termini tradizionali del '43, della data in cui cessa se non la sua ispirazione, certamente la presenza e la collaborazione diretta di Tolomei ali'Are/iivio, per estendersi agli anni in cui Carlo Battisti diventa la figura centrale e più rappresentativa della rivista e anche al periodo successivo. (Si può, incidentalmente, ancora osservare che per un apprez-