Rassegna storica del Risorgimento

CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno <1990>   pagina <260>
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Libri e periodici
zamento più completo della figura di Battisti l'autrice avrebbe forse dovuto fare riferimento anche a contributi diversi da quelli provenienti dopo la sua morte dall'ambiente del-YArchivio.) È così ricostruita una parabola che vede l'Archivio evolvere dopo l'intensa militanza politica degli anni immediatamente successivi al '45, esemplificata dagli interventi a difesa del confine e dai ricorrenti contributi di Battisti sulla questione ladina verso una tematica sempre più marcatamente scientifica. La Framke ricostruisce in maniera esau­riente le polemiche tra Battisti e Stolz e Battisti e Finsterwalder, delle quali mette in rilievo, pur senza tacerne i contenuti politici, il carattere prevalentemente scientifico. Oppor­tunamente sottolinea anche come i diversi approcci dei linguista e dello storico contribui­scano a chiarire i motivi delle divergenti interpretazioni scientifiche. La svolta più profonda dell'Arc/u'vio non si verifica quindi all'indomani della seconda guerra mondiale, quando l'influenza della tradizione centra Ustica e lo stesso legame con il passato della rivista sono ancora troppo forti per essere accantonati, ma a partire dagli anni '60, in un clima spiri­tuale di maggiore -distacco dai dogmi e dai miti di Tolomei e di maggiore attenzione alle tradizioni e autonomie locali. Se la cesura del '19 aveva reso possibile e realistica una politica cosi radicale ed esasperata come quella predicata da Tolomei e dall'Archìvio di allora, la nuova atmosfera degli anni più vicini a noi ha reso possibile la trasformazione della rivista in un autentico organo di dibattito scientifico, che prende in considerazione tematiche culturali e linguistiche relative al confine linguistico italo-tedesco-ladino e a tutto l'arco alpino. La distensione degli spiriti, che sta maturando sia pure faticosamente nella provincia di confine, ha reso possibile l'evoluzione della rivista da organo propagan­distico a organo scientifico.
ANGELO ARA
MARCELLO MORPURGO, Valdirose. Memorie della Comunità ebraica di Gorizia, con un saggio introduttivo di FULVIO SALIMBENI, Gli ebrei sul litorale austriaco. Venezia Giulia tra interdizione ed emancipazione (Civiltà del Risorgimento, 28); Udine, Del Bianco, 1986, in 8, pp. 224. L. 20.000.
Alla ricorrente domanda di come mai nel suo libro Se questo è un uomo non si trovassero espressioni di odio nei confronti dei tedeschi, né rancore o desiderio di vendetta, Primo Levi rispondeva con queste parole: ... io non sono un fascista, io credo nella ragione e nella discussione come supremi strumenti di progresso, e perciò all'odio antepongo la giustizia. Proprio per questo motivo, nello scrivere questo libro, ho assunto deliberatamente il linguaggio pacato e sobrio del testimone, non quello lamentevole della vittima né quello irato del vendicatore: pensavo che la mia parola sarebbe stata tanto più credibile ed utile quanto più apparisse obiettiva e quanto meno suonasse appassionata; solo così il testimone in giudizio adempie alla sua funzione, che è quella di preparare il terreno al giudice.!) Le vicissitudini personali di Marcello Morpurgo divergono (e molto) da quelle dello scomparso scrittore torinese, ma la stessa serenità di giudizio ed un'analoga pacatezza narrativa è presente in questo suo libro, edito per i tipi della Del Bianco nella collana Civiltà del Risorgimento , curata da Giulio Cervani e Salvatore Francesco Romano.
Si tratta di un volume breve ma interessante, articolato in due ben distinte sezioni. La prima, propriamente memorialistica, descrive le vicende personali dell'autore
1) La citazione è tratta dall'Appendice all'edizione del 1976, Torino, Einaudi, p. 223.