Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
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Libri e periodici
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e della madre dall'estate del 1938 a quella del 1945, un periodo TelaLivamente breve ma intenso di cui Morpurgo riesce a ricostruire efficacemente il delicato e confuso clima psicologico provocato dal rapido succedersi degli eventi (dalla campagna stampa razziale alla legislazione antiebraica; dall'entrata in guerra alla firma dell'armistizio; dall'occupazione tedesca all'incontro con le forze alleate), con un alternarsi e sovrapporsi di stati d'animo che vanno dall'incredulità alla rabbia, dal senso d'impotenza al terrore, dalla speranza alla gioia. Nella seconda parte, invece, l'Autore rievoca in poche pagine le ultime vicende della Comunità ebraica di Gorizia. Una Comunità piccola Soprattutto se posta a confronto con quella della vicina Trieste), che anche nei periodi più fiorenti non aveva mai superato le quattrocento unità, ma che, all'indomani della conclusione del primo conflitto mondiale, sia pure ridotta a poco più della metà dei suoi effettivi, era riuscita a risorgere grazie all'impulso di alcuni dei suoi membri più attivi che avevano stimolato non solo la ripresa delle ufficiature giornaliere, ma anche una viva attività culturale e ricreativa, rivolta soprattutto a favore dei più giovani. Poi, il dramma dell'olocausto. Infine, con il ritorno di una parte della Venezia Giulia all'Italia e la cessazione dell'occupazione americana, la Comunità, ormai ridotta ad un esiguo numero di componenti, riuscì per qualche tempo a sopravvivere autonomamente fino a quando, nel 1959, venne presa la sofferta decisione di aggregazione alla Comunità triestina.
Parte integrante del volume è costituita da un lungo saggio introduttivo, Gli ebrei net Litorale Austriaco. Venezia Giulia tra interdizione ed emancipazione, in cui Fulvio Salimbeni traccia una lucida ed interessante sintesi sulla produzione storiografica riguardante la presenza ebraica nella regione, da cui emerge in tutta la sua evidenza l'importanza e l'ampiezza del contributo fornito dalla comunità israelitica alla cultura italiana (tralasciando Trieste città mitteleuropea per antonomasia e per limitarsi alla piccola Gorizia, è sufficiente citare i nomi del filologo Graziadio Isaia Ascoli, della scrittrice Carolina Luzzatto e del filosofo Carlo Michelstaedter). Ha ragione Salimbeni quando afferma che la sorte del vecchio cimitero ebraico di Gorizia, Valdirose (rimasto al di là della linea di frontiera tracciata tra l'Italia e la Iugoslavia nel 1947) assume un valore doppiamente simbolico, indicando certamente la separazione delle comunità israelitiche giuliane da quelle di Vienna e Praga, ma anche la frantumazione geopolitica e culturale della regione tutta, ribadendo e rendendo ancora più evidente quel distacco della Venezia Giulia dal suo retroterra danubiano-balcanico che già nel 1918 aveva provocato la crisi economica di Trieste: tutto questo emerge con chiarezza dalla lettura delle pagine di Morpurgo, che Salimbeni definisce un concentrato di tutti questi motivi culturali e storiografici a livello memorialistico, poiché offre al lettore l'opportunità di cogliere dall'interno, in modo limpido e lineare, senza sbavature retoriche né deprecazioni moralistiche, che pure sarebbero state comprensibili date le prove superate, la drammatica vicenda dell'ebraismo giuliano in un periodo cruciale della sua storia, sicché la narrazione autobiografica diventa quasi naturalmente emblematica del destino di tutta una generazione e banco di prova delle reazioni contradditorie del tessuto sociale del quale essa faceva parte (pp. 72-73).
VINCENZO FANNINI
MICHELE FERRI, Garibaldini in Ciociaria, Storia della colonna Nicotera nella campagna per la conquista di Roma del 1867; Prosinone, Amministrazione Provinciale di Fresinone. Assessorato alla Cultura. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Comitato di Frosinone, 1988, in 8, pp. 328. Sjp.
Frutto di un'ampia ed assai ben documentata ricerca condotta dall'A. su fonti