Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
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1990
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Libri e periodici
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Invece al Pascoli male si attaglia la posizione di interventista, e anche al Pascoli della Grande Proletaria male si adatta l'evocazione della romanità in chiave imperialista, ma vi accede per un attimo: in quest'attimo è perciò poeta degli imperialismi celati [...] che spingono il lettore dabbene a stimoli morbosi, che egli però scambia per edificanti (P 89).
Secondo paradigma, quello greco: se, in ambito di memoria latina, è il tema del " mare mostrum " che ha più influito sulla propaganda nazionalistica, in ambito di memoria ellenica, è il tema delle guerre persiane, ovvero delle lotte contro il barbaro quello che ha maggiormente incentivato gli animi a riscoprire nel paradigma greco motivi per legittimare le scelte del presente: sia nella commemorazione nostalgica [dell'] epopea risorgimentale, sia nella giustificazione gratuita di un imperialismo europeo proiettato sulle terre del levante asiatico (p. 93). Da Foscolo a Leopardi, per una letteratura di minori, Garibaldi compreso (Braccesi ricorda la mostra Risorgimento greco e filellenismo italiano, Roma, 1986), giungendo all'alba del nuovo secolo il riferimento al mondo greco perde sempre più il rapporto con le guerre di liberazione nazionale e viene invece strumentalizzato a creare i presupposti di un'opposizione più generale fra Europa e Asia, e quindi fra civiltà e barbarie [...] che implica la necessità dello smantellamento dell'impero ottomano (p. 102). Un tema che si svolge in forme criptiche in Pascoli, impegnando così la perizia filologica di Braccesi.
Preannunciato da Carducci, riconosciuto da Pascoli { l'affermazione che l'avventura italiana in Libia rinnova in terra africana la conquista dei coloni dorici costituisce il fatto nuovo e dirompente, p. 141), il ritorno italiano in Africa trova nelle terzine dannunziane sul Corriere di Albertini un tono che appartiene effettivamente al nuovo: l'accenno prepotente a Ebe, dea della giovinezza, è anzitutto ipostati del decisionismo delle nazioni giovani (p. 145).
Infine, evitando tesi continuiste (come quella usata per l'espansionismo italiano da Bosworth), Braccesi traccia un limite tra prolegomeni ideologico-retorici del fascismo e ideologia militante del fascismo: il fascismo sarà più profondamente debitore alla poesia del nazionalismo, e quindi alla memoria dell'antico, del concetto di bàrbaroì... [ma] quando l'eroe necessario [a lungo ricercato] cambierà volto, impersonandosi in Mussolini, e cambierà uniforme [da rossa a nera], allora anche i bàrbaroi, almeno in parte, cambie-ranno connotazione, rimanendo da un lato quelli di sempre, e d'altro lato aggiungendo anche una pregiudiziale di carattere ideologico <pp. 173-174).
Il saggio sempre con godibile scrittura si muove su un terreno che definirei di sociologia della letteratura: ne è prova il richiamo costante da parte dell'autore all'importanza della diffusione, memorizzazione e forme di decodificazione che subirono i testi letterari qui presentati. La critica delle fonti diviene pertanto modernamente guardinga a mano a mano che esse passano per le nascenti comunicazioni di massa: si veda la collaborazione dì D'Annunzio al film Cabiria, 1914, ma specie nota a p. 43 la traslazione che subisce la romanità di Carducci passando in cartolina postale di propaganda durante la grande guerra. (Altri materiali analoghi a quest'ultimo posseduti dalla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma sono ora illustrati in Fronte interno: propaganda e mobilitazione civile nell'Italia della Grande Guerra, Roma, 1988).
ETTORE TANZARELLA
GUIDO FORMIGONI, / cattolici-deputati (1904-1918). Tradizione e riforme (Collana Il pensiero politico e sociale dei cattolici italiani , 8); Roma, Edizioni Studium, 1988, in 16, pp. 234. L. 20.000.
Il volume prende in considerazione il gruppo di deputati espresso dal cattolicesimo