Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
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1990
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Libri e periodici
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Ampia convergenza si registra invece nel sollecitare una serie di attenzioni al mondo delle campagne, che sopporta più di altri settori lo sforzo bellico, con la riproposizione di alcune delle rivendicazioni sociali già avanzate dai cattolici-deputati, quali l'istituzione delle Commissioni provinciali con funzioni di probivirato agricolo e la regolamentazione del contratto di lavoro. Gli ultimi anni della guerra vedono i cattolici-deputati protagonisti non secondari di quel processo di maturazione del movimento cattolico verso nuovi approcci al mondo della politica che ha il suo culmine nella nascita del Partito Popolare, nel quale confluiscono quasi tutti i cattolici-deputati. Il nuovo partito recupera i diversi filoni della vicenda dei cattolici-deputati ma proprio per questo forse sostiene l'A. determina una certa difficoltà di azione del partito (p. 93).
La seconda parte del volume, strettamente funzionale all'Introduzione, è costituita dai testi dei cattolici-deputati. I brani riportati sono discorsi pubblicati in opuscoletti difficilmente reperibili, articoli tratti da La Rassegna Nazionale, ma soprattutto dagli Atti Parlamentari della XXII e XXIII legislatura. Completano il volume alcune interessanti notazioni sulle linee di ricerca per arrivare ad una valutazione unitaria di questa peculiare classe politica, al di là delle sue differenzazioni interne e un repertorio bio-bibliografico dei cattolici-deputati.
MARIO TOSTI
Ettore Ferrari 1845-1929, a cura di BRUNO MANTURA e PATRIZIA ROSAZZA FERRARIS (Comune di Latina. Camera dà Commercio di Latina); Milano-Roma, Arnoldo Mondadori Editore, De Luca Edizioni d'Arte, 1988, in 8, pp. 135. L. 30.000.
Sia pure da un punto di vista prevalentemente artistico, che è quello del resto che a ragione più propriamente gli conviene, il catalogo della mostra realizzata a Latina tra il dicembre 1988 ed il gennaio 1989 a cura di Bruno Mantura, uno specialista e, per così dire, un precursore dell'argomento, e di Patrizia Rosazza, che ha felicemente scoperto il versante pittorico dell'acquerello nella composita e suggestiva individualità del personaggio, richiama opportunamente l'attenzione, nel sessantesimo della morte, su Ettore Ferrari (1845-1929), una delle più spiccate e caratteristiche figure della democrazia romana e, per quanto più tecnicamente ci concerne, deputato per un decennio del secondo collegio di Perugia a partire dal 1882 e, dal 1904 al 1917, gran maestro della massoneria.
Enrico Guidoni, in un denso saggio introduttivo, fa centro sul bozzetto inedito di un Bruto del Nostro, che egli persuasivamente data all'estate 1870, in connessione con l'arresto di Mazzini durante le convulsioni precedenti porta Pia, per ricostruire un filone rivoluzionario e mazziniano della scultura italiana, che scaturisce dallo Spartaco libertario e dal Guglielmo Teli di Vincenzo Vela, così strettamente collegati alla guerra del Sonderbund, tra il 1846 e il 1847, per protraisi sostanzialmente fino alla scomparsa dell'Apostolo, attraverso opere singolarmente rappresentative in chiave laicista assai risentita, dal Manara e dai Fratelli Cairoli di Ercole Rosa al Cola di Rienzo di Girolamo Masini, tutti impostati intorno al 1870, anche se la pubblicizzazione se ne ritardò più o meno a lungo, in mezzo alle quali l'arte del Ferrari si distingue per la nuova forza dirompente del dinamismo gestuale , ravvisabile già nel movimentatissimo Stefano Porcari e ohe si prolunga per un trentennio fino alla contestata statua della Rivoluzione per il monumento a Vittorio Emanuele II a Roma, in un incontro-scontro non soltanto col conte Sacconi ma anche con Camillo Botto, circa il quale avremmo amato saperne di più.
In questo ampio arco cronologico sì collocano, come più rilevanti realizzazioni artistiche, il monumento a Vittorio Emanuele II a Venezia del 1880, tanto concettualmente coerente nell'impeto della composizione quanto errore politico rispetto alle convinzioni