Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
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1990
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Libri e periodici
dell'autore, il celeberrimo Giordano Bruno di Campo de' Fiori (1889) opportunamente emen* dato in atteggiamento pensoso e filosofico rispetto a quello declamatorio e tribunizio del progetto originario, che era andato tanto a genio al comitato promotore, ed il progetto per il monumento a Garibaldi sul Gianìcolo, anch'esso troppo rivoluzionario e repubblicano ed anticlericale rispetto alla solennità un po' ieratica del Gallori.
Queste realizzazioni, insieme con numerose altre sparse nelle piazze dell'Italia centrale laicista e massonica, tipico il Garibaldi di Macerata, appiedato al pari del Cattaneo milanese (solo a Rovigo l'Eroe è a cavallo, ed anche questa è un'interpretazione anomala degna di nota) introducono alla più impegnativa, ed incompiuta, tra le opere del Nostro, il monumento a Mazzini affidatogli ai primi del 1902 Zanardelli e Nasi consulibus (chissà che cosa ne avrà pensato Giolitti ministro dell'Interno!) particolarmente interessante per la visione simbolica, e perciò anch'essa statica, dell'Apostolo, circondata peraltro da scene più o meno allegoriche straordinariamente agitate, ideologicamente risentite e perciò più o meno grottescamente contestate fino ai giorni nostri.
H Ferrari scultore fa parte della storia della mentalità e del costume dell'Italia unita, e perciò abbiamo creduto bene farne cenno con una certa larghezza, il che non ripeteremo per la privacy del pittore, la cui valutazione lasceremo ai competenti, non senza segnalare l'interesse delle schede e del purtroppo esiguo manipolo di lettere inedite, nella totale dispersione del già 'ricchissimo archivio, che chiudono il catalogo.
Non possiamo tacere, viceversa, sulle pochissime pagine che Lauro Rossi dedica al Ferrari politico, prodromo, c'è da augurarselo, di ima ricerca assai più approfondita, specialmente nel campo più suscettibile di risultati, che è quello dell'attività amministrativa a Roma, in particolare nel settore delle belle arti e della politica edilizia-, che si collega anche alla tutt'altro che intensa presenza parlamentare.
Quanto a quest'ultima, peraltro, si sarebbe potuto ricordare che la base elettorale del Nostro, fortemente rassodatasi nel corso degli anni ottanta (e se ne dovrebbero seguire i motivi) franò nel 1892 dinanzi ad un'anonima candidatura governativa giolittiana Pale-stini in parte per aver urtato l'intransigenza anticlericale dell'elettorato medesimo.
Parimenti, nel luglio 1917, le dimissioni dì Ferrari dal vertice della massoneria non si debbono a generiche gravi divergenze bensì all'aver egli sostenuto a Parigi, insieme con Nathan, il principio democratico del plebiscito e dell'autodeterminazione delle nazionalità oppresse , donde l'insurrezione unanime della stampa interventista di tutte le gradazioni, dal Giornale d'Italia al Corriere della Sera, per non essersi fatto cenno espresso delle sacrosante ed irrinunziabili rivendicazioni italiane 01 16 luglio alla Camera, di concerto con Sonnino, Barzilai parlò del plebiscito come di uno scherzo atroce a beneficio del possidente ) ed un'atmosfera surriscaldata di sospetti e di recriminazioni, che Caporetto eccitò all'estremo, fino, il 1 novembre, mentre Nathan si accingeva a riprendere il gran magistero, al truce episodio dell'assassinio del sovrano gran commendatore e direttore degli ospedali riuniti romani Achille Ballori, che è bene non perdere di vista, anche dopo le accurate puntualizzazioni del Cordova e del Mola.
RAFFAELE COLAPIETRA
MARIA LUCIA CAVALLO, ETTORE TANZARELLA, Periodici Italiani 1914-1919; Roma, Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, Libreria dello Stato, 1989, in 8, pp. 209 con ili. S.p.
Dopo una prefazione storica dei curatori sulle diverse vicende degli organi preposti