Rassegna storica del Risorgimento
CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
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1990
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Vita dell'Istituto
La quota di iscrizione, comprensiva dei familiari, sarà di L. 30.000. Per gli estranei all'Istituto di L. 50.000.
La circolare arriverà al soci ai primi di giugno con scadenza a fine settembre. Si prega, però, di iscriversi al più presto per rendere più spedita l'organizzazione logistica>
La presidenza è sicura che i soci accorreranno come sempre numerosi anche perché sia "la località, Sorrento, sia il tema delle discussioni: Problemi istituzionali e riforme nell'età crispina, sono tali da attirare l'interesse di tutti, studiosi e familiari.
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ALESSANDRIA E ASTI. Della gita del 20 ottobre 1989 (vedi Rassegna, fase. IV 1989, pp. 553-554) è rimasta traccia, per merito del socio dott. Bruno Rapetti, della Procura della Repubblica in Alessandria, che ha ripreso i momenti salienti con la sua video-cine presa. E cosi i nostri soci hanno potuto rivedersi e rivedere i luoghi visitati, nella sala della Società del Casinò, gentilmente concessa, a mezzo del suo Presidente, aw. Giulio Garbarino. Molto apprezzata la video-cassetta del dott. Rapetti, ed il montaggio ad opera dei tecnici di 1 Antenna, che han ripreso la riunione audiovisiva, svoltasi in Alessandria, e ritrasmessa per la loro rete.
A fine della proiezione, l'avv. Lia Beccassi Giacomini ha fatto una descrizione storica, in particolare del castello di Grinzane Cavour, legato al grande statista, e della tenuta di Fontanafredda, legata alla moglie morganatica di Vittorio Emanuele II, Rosa Vercéllana.
A chiusura, il prof. Francesco Carrer, dell'I.T.I.S. Volta, ha proiettato una video cassetta su volo di Gabriele d'Annunzio a Vienna, documento molto apprezzato da tutti gli astanti.
H 16 dicembre 1989 un folto gruppo del Comitato di Alessandria ed Asti s'è riunito per ascoltare una relazione del Socio dott. Donato D'urso, dirigente nella Prefettura d'Alessandria, sul tema Il Prefetto per l'ordine e la sicurezza pubblica nell'emergenza, dall'unità d'Italia ad oggi . Ecco un epitome di quanto da lui espresso, seguito con tutto interesse dagli astanti. Storicamente, sin dai primi anni dopo l'Unità, il Prefetto, unico capo di amministrazione periferica di diretta nomina governativa ed immediato collaboratore del ministro dell'Interno, era per antonomasia funzionario politico , poiché i suoi atti impegnavano direttamente la responsabilità dell'esecutivo. Inoltre, l'omogeneità della classe dirigente dell'epoca favoriva un fenomeno di circolazione del personale ad alto livello, con frequenti passaggi tra la carriera politica e quella amministrativa.
Per il Prefetto, funzionario politico nell'accezione sopra descritta, non sì poneva il problema della stabilità dell'incarico. E così il Governo ai suoi fini, lo ha reso talvolta capro espiatorio, quando le tensioni sociali e politiche imponevano il sacrificio di qualcuno. Le carriere dei Prefetti, nel bene e nel male, hanno sempre risentito di contràCr colpi di questo genere, anche in anni a noi vicini ed in diversissime situazioni storiche e ambientali..
A Salerno nel 1865 fu sostituito il giovanissimo Prefetto Bardesono di Rigras, travolto dall'ira governativa a causa del sequestro del cittadino inglese Moens, operato dalla banda Manzo.
Nel cimitero di Alessandria una lapide, appena leggibile sul retro della Chiesa, ricorda il funzionario di polizia Bolla, ucciso a Palermo nel 1866. Le bande in rivolta arrivarono ad assediare il Palazzo reale, dove il Prefetto sen. Luigi Torelli si difese strenuamente sino all'arrivo dei rinforzi dal continente. Con lui era il colonnello Edoardo Sannazzaro di Giarde, casàlese di nobile famiglia, che comandava la Legione Carabinieri e che pel coraggio e l'attività dimostrata fu nominato Cavaliere Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia.