Rassegna storica del Risorgimento

CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno <1990>   pagina <285>
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Vita dell'Istituto
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Nel 1893, dopo i luttuosi fatti di Aigues-Mortes, furono collocati a disposizione, senza eccessivi complimenti, i Prefetti di Napoli e Roma, colpevoli di non aver saputo impedire le violenze antifrancesi avvenute in quelle città (il sen. Carmine Senise era Prefetto da diciassette anni, il sen. Andrea Calenda di Tavani da oltre trenta).
Ad Ancona nel 1914 fu sospeso dal grado il Viceprefetto Francesco Cossu-Cossu che, di fronte al precipitare degli vvenimenti della settimana rossa , aveva ceduto i poteri all'autorità militare, senza essere stato autorizzato.
Nell'ottobre 1922 i Prefetti, abbandonati a se stessi dal governo centrale, furono oltraggiati e vilipesi dalle squadre fasciste, sino ad arrivare al sequestro di quello di Cremona o alla difesa personale con la rivoltella da parte di quello di Alessandria.
II Governo rimosse dall'incarico il Prefetto di Torino Verdinois in conseguenza della rivolta del pane dell'agosto 1917; anni dopo fece lo stesso con quello di Palermo allorché il Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola fu ingiuriato dai monarchici locali.
Nell'ottobre 1922 a Casale Monferrato le squadre fasciste comandate dall'on. Maz-zucco occuparono la Sottoprefettura, gli uffici telegrafici e telefonici, sequestrarono il Sottoprefetto ed il Commissario di P.S., mentre ad Alessandria il Prefetto comm. Darbesio, armato dì rivoltella, impediva l'occupazione del suo ufficio.
Tutto ciò induce ad essere meno severi nel giudizio su un corpo di funzionari dello Stato cui troppe volte, per calcolo o irresponsabilità, sono state accollate colpe altrui.
Solo per brevità non si riferisce sugli interessantissimi interventi che si sono sus­seguiti: del comm. Angelo Rossa, Presidente del Consiglio della Regione Piemonte; del rag. Francesco Barrerà, Sindaco d'Alessandria per tanti anni; del dott. Bruno Rapetti, Sostituto Procuratore della Repubblica in Alessandria.
Moderatore di fatto, l'ing. Emilio Spallicci, presidente del Comitato.
Al 18 marzo un gruppo di Soci s'è concesso un giorno di svago culturale, visi­tando il castello di Manta, casa Cavassa, in Saluzzo, e l'abbazia di Staff arda. Gioielli ignorati dai più, anche per quella mancanza di ostentazione e di pubblicizzazione, che, specie nel passato, era tipicamente piemontese. E ciò vale per tanti altri monumenti della regione.
La casaforte di Manta, del Fondo Ambiente Italiano, F.AJI., ha il clou negli affreschi della sala baronale. Nel museo di Casa Cavassa, oltre a notevoli sculture e dipinti, cimeli di Silvio Pellico, di cui si sono visti la casa ed il monumento in piazza. Nell'Abbazia di Staff arda, e nei dintorni, nel 1690 si combattè una feroce battaglia tra le truppe francesi del generale Catinai, e quelle piemontesi. Dopo il saccheggio dei francesi, restauri ad opera di Vittorio Amedeo III, e successivi. In Saluzzo, visitato anche il Duomo e la Chiesa di S. Giovanni.
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BARI. Martedì 20 febbraio 1990, alle ore 18, nell'Aula A. Moro della facoltà di Giurisprudenza di Bari, il prof. Angelo Massafra, Ordinario di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere, ha trattato il tema: Storiografia della Rivoluzione francese: orientamenti e dibattiti .
Presentato e introdotto dal Presidente prof. Matteo Fantasia, il relatore, che si è soffermato sull'interesse suscitato in tutto il mondo e specie in Europa dalla ricorrenza bicentenaria e sui consensi e dissensi espressi in ogni forma verso il grande evento, 11 prof. Massafra si è richiamato appunto a I. Le Goff e a F. Furet, come capi del due gruppi, avendo il primo dichiarato che la Rivoluzione è ancora da fare, l'altro che la