Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE; SALICETI AURELIO
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1990
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Emilia Morelli
ridotto assai male, respingeva, perché bastavano alle sue modeste pretese le lezioni di italiano che gli procurerà Mazzini. Il quale si prodigherà anche per tanti altri esuli che arrivavano a Londra alla fine del 1849, sgomenti come ci era arrivato lui nel 1837. Ora poteva contare, però, per sé e per i suoi, su una cerchia di supporters, che si era conquistata dopo lo scandalo dell'apertura delle sue lettere da parte della polizia nel 1844, e che si accingeva a sfruttare con la fondazione dei Friends of Italy.
Ripresa l'attività politica con la ristrutturazione dell'Associazione nazionale all'indomani stesso delia caduta della Repubblica romana, il sogno che accarezzava Mazzini era assai più ambizioso. Egli voleva riunire in un unico organismo tutti gli sparsi brandelli della democrazia europea usciti sconfitti dalla lotta del 184849, per creare quella che egli definisce la Santa Alleanza dei popoli contro la Santa Alleanza dei re. Per ottenere il suo scopo doveva stendere un programma che superi le diverse ideologie senza dare a nessuna di queste neppure alla sua il predominio. Sono queste le basi sulle quali nasce il Comitato democratico europeo e, di conseguenza, il Comitato nazionale italiano. E doveva essere, in quel momento, un'idea valida se in Italia avrà una diffusione notevole, soprattutto fra chi ne apprezzava lo spirito unificatore, spesso non sospettando neppure che l'ispiratore e il dominatore fosse Giuseppe Mazzini.
Non era stato facile trovare i firmatari del Comitato democratico europeo, soprattutto fra i francesi; si era dovuto ripiegare, infatti, su Ledru Rollin, in assenza di nomi più prestigiosi. E per il Comitato nazionale italiano? Mazzini voleva assolutamente la firma di un uomo del sud, ma lo scriverà nella lettera a Fabrizi che ho già ricordata tra l'emigrazione napoletana e me ci è stato un divorzio assoluto . Era vero. In quella primavera del 1850 gli antichi repubblicani unitari penso a Leopardi e a Ricciardi si erano definitivamente allontanati e il nuovo stato maggiore meridionale, quello che sarà il sostegno di Mazzini negli anni a venire, non aveva ancora preso consistenza. Aggiungeremo un italiano del Sud probabilmente Saliceti è il proposito espresso il 22 maggio 1850.12) E così fu.
Si può rimproverare a Saliceti questa adesione? Io direi di no prima di tutto perché non era facile dato il fascino dell'uomo rispondere con un diniego a chi, tra l'altro, ti aveva realmente aiutato a sopravvivere. Non dimentichiamo poi, come dicevo, che quel manifesto dell'8 settembre 1850 e le susseguenti circolari per il Prestito nazionale saranno accolte con entusiasmo in Italia da chi non aveva mai avuta dimestichezza con il mazzinianesimo. Basta citare un solo nome: Enrico Tazzoli.
Anche un uomo assai più agguerrito politicamente di Saliceti, Giuseppe Sirtori, non esiterà a dare il suo nome; i due saranno accoppiati anche nel distacco. Esso avvenne quando Mazzini volle, o fu costretto, a riprendere la sua vecchia bandiera repubblicana e democratico-rivoluzionaria.
125 Lettera di Mazzini a ignoto, Londra, 22 maggio 1850, ivi, p. 293.