Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE; SALICETI AURELIO
anno
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1990
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pagina
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295
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Aurelio Saliceti e Giuseppe Mazzini 295
Ma fra i due Sirtori e Saliceti una differenza c'è; dobbiamo ammettere che quello che ne esce peggio è Aurelio Saliceti.
Il distacco di Sirtori avviene il 26 agosto 1851, sulla base del suo rifiuto di accettare la forma repubblicana e l'accentramento del potere in poche mani durante l'insurrezione, il che veniva interpretato, non a torto, come un regime dittatoriale.
Già in questo documento del Comitato nazionale non appare la firma di Saliceti, il quale aveva lasciato Londra per Parigi alla ricerca di un lavoro stabile e più redditizio. A Parigi, però, Montanelli aveva creato il Comitato latino in netta opposizione a quello mazziniano. In questo ambiente dovrà ora vivere chi si era accasato coi Murat.
Che il distacco di Saliceti non fosse considerato di natura politica è comprovato dal fatto che la situazione è dichiarata esplicitamente nel Manifesto del 28 agosto. È dichiarata con parole che devono avere avuta una tristissima eco sull'animo altero dell'abruzzese. Leggiamole.
Saliceti, per una sciaguratissima coincidenza, si ritira dal Comitato. In accordo con noi, ha votato con noi sulla questione che divide Sirtori da noi. Ma la posizione di Saliceti è tristissima; non ha di che vivere: qualche lezione che gli si era procurata, ha cessato per la stagione. Gli si offerse aiuto: ricusa per una esagerata delicatezza, dicendo che se fosse ridotto a vivere di ciò ch'ei chiama elemosina, si ridurrebbe al suicidio; afferma e scrive che questa è l'unica ragione del suo ritirarsi; che in Parigi gli si offre impiego, e che egli lo ha accettato. Ciò ha dichiarato in faccia a Battista Camozzi, ciò dichiarerà in mezzo a voi. Se l'impiego offertogli in Parigi da .persona amica di qualche dissidente covi, inconscio lui, altro disegno, è opinione per noi credibile e sarebbe nuovo argomento di mala fede in altrui. Il fatto intanto per ciò che riguarda lui è codesto .u)
Ancora il 1 settembre il Comitato di Londra, con una nota per Saliceti, incarica quest'ultimo di un'opera di mediazione.14) Il 30 settembre si ripete: Aurelio Saliceti, costretto da motivi individuali ad allontanarsi rimane ovunque ei sia consenziente nei principi ed amico .K>
Una replica a questo punto era necessaria. Saliceti la scrive al Progresso, il giornale di Depretis che la pubblica il 25 ottobre. Depretis era allora legatissimo al Comitato nazionale. Saliceti non può negare che la dimissione fòsse motivata da considerazioni personali, ma la afferma definitiva, perché non può aderire a quelle nuove prese di posizione che avevano fatto allontanare anche Sirtori. Nessuno più di me ha desiderato che non si manifestasse alcun dissentimento nel campo della democrazia italiana e, per questo sembra ammetterlo ha aderito alla iniziale impostazione del Comitato nazionale. Fino a quando quell'accordo non si realizzerà. Saliceti si chiuderà nel suo individualismo per serbare la più assoluta indipendenza,
) Vedilo ivi, voi. XLVI, pp. 107-108. 14> Ivi pp. 112-113. > Ivi, pp. 115-118.