Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (CRISPI-MONTMASSON); CRISPI FRANCESCO LETTERE; MONTMAS
anno <1990>   pagina <297>
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MA CHÈRE ROSALIE...*
P.S. Lo avverto che io sono senza alcun legame. La Ciuzza si è preso anche il ragazzo ed io mi sono liberato d'ambidue... : *) così Francesco Crispi, scrivendo da Torino al padre, il 26 ottobre 1851, relegava la noti­zia in un cursorio post scriptum nel quale l'unica eco degli antichi rap­porti amorosi era l'uso del vezzeggiativo del nome. Di contro, va rilevata per il figlio la generica indicazione il ragazzo, senza nome, quasi a disdire quel nome che pur gli si era dato, allo scopo evidente, ripetendo il nome del nonno paterno, Tommaso, di implicare un'attribuzione di paternità. Con più fermo distacco il vecchio Tommaso, scrivendogli il 6 settembre, aveva comunicato al figlio che la signora Velia aveva re­clamato, come velata proprietaria , contro il pignoramento di alcuni mobili promosso dall'amministrazione universitaria per la posizione de­bitoria in cui Francesco Crispi si trovava verso la stessa.2)
In apparenza ci stiamo allontanando da quel 30 marzo del 1853 nel quale Francesco Crispi indirizzava a Rosalia Montmasson la lettera che qui pubblichiamo; in effetti vogliam cogliere alcune premesse che ci consentiranno di vedere meglio i protagonisti: Francesco Crispi, appunto, Rosalia Montmasson ed, in contrappunto, la Felice Velia.
Diciamo per prima della più anziana: la palermitana Velia, nata intorno al 1808.3> All'inizio degli anni quaranta essa s'incontra con Fran­cesco Crispi, ancora turbato dalla morte, avvenuta nel giro di pochi mesi, della sua prima compagna, Rosalia D'Angelo, e dei due figlioletti Giuseppa e Tommaso, e pertanto più disposto, abbisognevole di un conforto, che
* L'antica amicizia di Salvatore Candido mi consente di pubblicare la lettera cri-spina alla Montmasson del 30 marzo 1853 da luì ritrovata nei fondi del Museo centrale del Risorgimento in Roma. Tomo a ringraziarlo da queste pagine.
0 Lettera del 26 settembre 1851 in Archivio Centrale dello Stato [A.C.S.], Carte G. Palumbo Cordella, se. 5, fase, 47.
2) Ivi, fase. 48, E forse qui, nel tono distaccato con il quale nomina la signora Velia non sarei lontano dal leggere il riferimento ad un rapporto di locazione. Anche se si mostra informato dell'altra faccia del rapporto, onde la dice perversa Velia .
3) Deduciamo Tanno della nascita (padre, Luigi; madre, Rosa Finocchiaro) da quello della morte avvenuta il 29 gennaio 1868 Archivio Comunale Palermo [A.C.P.], registro decennali delle morti 1866-75, voi. II, p. 1051. VI si legge, infatti: sessantanni.