Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (CRISPI-MONTMASSON); CRISPI FRANCESCO LETTERE; MONTMAS
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Renato Composto
gli offre la più esperta Velia.4) Confessiamo, anzi, che ci viene il sospetto che dopo le tre incalzanti morti egli abbia lasciato l'alloggio di via Chia-vettieri e si sia trasferito in via Protonotaro, trovandovi ospitalità come pensionante .presso la Velia. Ce lo suggerisce un atto notarile del 1840. Venuto in relazione amorosa con essa, ne ebbe, intorno al 1841, un figlio, al quale, come si è detto, con decisione significativa, venne dato nome Tommaso.5)
Non abbiamo trovato sino ad ora come e quanto durasse il ménage, possiamo soltanto supporre che da esso trovasse motivo la rinunzia di Crispi all'alunnato di giurisprudenza il triennio propedeutico della magistratura borbonica ed il conseguente trasferimento, all'inizio del 1846, a Napoli per esercitarvi l'avvocatura. La Velia ed il ragazzo seguirono forse Crispi a Napoli? O tornarono ad unirsi quando, scoppiata la rivoluzione del '48, Crispi ritornò a Palermo? Che, quanto meno, la Velia e Crispi tornassero a riunirsi (per decidere le sorti del piccolo Tommaso, ce -lo dice il passaporto che al cadere della rivoluzione, venne rilasciato, il 14 aprile 1849, per il sig. Francesco Crispi Genova con un ragazzo Non conosciamo pure i motivi per i quali fu disattesa la partenza del ragazzo con il padre, ma il progetto di affidare il figlio al padre fu ripreso. Ce lo dicono almeno due dati. Nella primavera del 1850 Crispi mostrò di aspettare qualcosa o qualcuno da Palermo. Con decorrenza dal 1 giugno, la Cassa per il soccorso agli emigrati, che già gli ha attribuito un sussidio di lire 1,50, gli attribuisce un supplemento di lire 0,50.
A sua volta, nell'agosto, la Velia chiede alle autorità palermitane un passaporto per sé e per i figli Giuseppe e Tommaso.6) Debbono essere intercorse delle trattative che hanno fatto ritardare la partenza: una lettera del prefetto di polizia di Palermo, del 29 dicembre 1850, ci fa sapere che la Velia non si è avvalsa del passaporto rilasciatole e ne chiede il rinnovo. Il nuovo passaporto, però, non accenna ad una richiesta per i due ragazzi.7)
Le notizie della presenza della donna a Torino non si fanno attendere. Noi attingeremo un paio di esempi eloquenti in quella fonte che è l'epistolario De Pasquali-Pilo. Il 25 febbraio 1851 scrive il De Pasquali: Gli affari ciuzzeschi s'imbrogliano sempre più. Ciccio [traduzione in termini siciliani, da Francesco] è ostinato a non volere questo cassabanco [in siciliano, casciabancu: metafora abbastanza eloquente]. Il cassabanco vuole entrare per forza. E ti assicuro che ci sono scene graziose. E, fuor dell'evidente ironia delle scene graziose, lo stesso De Pasquali, scri-
4) Essa era allora poco più che trentenne ed aveva un figlio Giuseppe natole intorno al 1834.
5) Deduciamo l'anno di nascita, anche in questo caso, dalla registrazione della morte, nella quale leggiamo che Tommaso Crispi, di Francesco e -di Velia Felice, morì a diciassette anni, il 30 agosto del 1858. C.P., registro decennale delle morti 1854-1865, p. 301.
6) Archivio di Stato di Palermo [A-S.PJ, Segr. St. - Polizia, b. 608, doc. 2433 ed ivi, b. 609; doc. 2524.
7) Ivi, doc. 2529.