Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (CRISPI-MONTMASSON); CRISPI FRANCESCO LETTERE; MONTMAS
anno <1990>   pagina <300>
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Renato Composto
ragazzo asserendo di volerlo sottrarre ai maltrattamenti inflittigli dalla rivale.9) Il termine ante quem non può non valere, insieme, per il mal­trattamento e per chi lo maltratta.
Intanto, sempre nel passo del post scriptum del 26 settembre 1851 ci si affaccia un altro problema e precisamente nella proposizione Io sono senza alcun legame. Nei rapporti d'amore, è ovvio, non è in que­stione la legalità, o, diciam -meglio, non la legge è il supporto dell'amore, bensì questo è supporto di quella; ma sia per la Ciuzza, sia per la Mont-inasson Crispi non ha vincoli legali, onde può asserire in senso estensivo di essere senza alcun vincolo. Quando, invece, guardando al rapporto di fatto, scrive al padre di essere senza alcun legame, fa un'asserzione non vera perché estende alla Montmasson (della quale tace al padre) una relazione di tipo negativo che è valida soltanto per la Ciuzza.
Pare che sulle prime la Montmasson si mostrasse disposta a ricono­scere il valore di un diritto prioritario al piccolo Tommaso, ma accenna anche, provocatoriamente, alla possibilità che le si offre di costituirsi un nuovo ménage con un altro siciliano e non deve mancare, fra gli immi­grati isolani, di ammiratori... D'altra parte Ella non deve aver trascurato quanto aleatoria (e l'esempio le è ben presente) sia stata la relazione Crispi-Vella, ed avanza una proposta matrimoniale. In questa situazione, la posizione di Crispi non è certamente felice ed è ben facile immaginare che egli si trinceri nel rinvio della soluzione matrimoniale, che sul mo­mento è da escludere per la sua condizione di esule ai quale manca un regolare impegno di lavoro che gli garantisca i mezzi necessari per soste­nere una famiglia.
Se già sotto il profilo della comune vita di relazione, faceva ombra la vicenda con la Velia, nonostante la prudenza .della sua condotta poli­tica si aggravava la sua condizione di immigrato. Non mancava, infatti, la sua collaborazione nel Pantheon dei martiri della libertà italiana, dietro cui si agitava un'organizzazione non certamente ristretta ad interessi edi­toriali. A far crescere, poi, le preoccupazioni del governo sardo, vennero i fatti milanesi del 6 febbraio del '53 che lo spinsero a misure severe avverso quegli immigrati che apparissero meno affidabili: Crispi fu tra essi.
Gli eventi accelerano il loro corso e nel giro di 19 giorni si compie quello che egli definirà un esilio nell'esilio'. 10> arrestato nel pomeriggio del 7 marzo, mentre sta per rincasare, viene trattenuto nelle cave di Palazzo Madama, dalle quali, il 14, viene avviato alle carceri genovesi di S. Lorenzo, per esserne imbarcato, la sera del 20, sul francese Oronte. E finalmente, sul primo mattino del 26, ne sbarca a Malta.
9) Lett. del 21 ottobre 1852, del questore al ministro dell'interno* E si noti che a quella data si dà già per accertato che la Montmasson sia convivente con Crispi e si suppone, di conseguenza, che questi sia in condizioni finanziarie che gli consentirebbero di contribuire alle spese per il rimpatrio della Velia. Smentita, quindi, la tradizione del­l'amore fulmineo nel marzo del '53.
to) A. Luzio, Nuove ricerche mazziniane, in Memòrie della R. Accademia delle Scienze in Torino, V (1926), p. 37.
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