Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (GARIBALDI-MAINERI); GARIBALDI GIUSEPPE LETTERE; MAINE
anno <1990>   pagina <311>
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B. E. Maineri e Garibaldi
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de' lettori quanto nella politica, nelle lettere e nelle arti avvenne in quel
tempo e quanto può col mezzo del diletto giovare alla loro istruzione
Appena uscita dai torchi, il Maineri scriveva al Duce dei Mille:
Ardisco offrirvi una copia della mia narrazione Evangelina Guerri, operetta intitolata ai Mille del diritto e della libertà di cui Voi foste lo eroico Capo. Vi prego umilmente di accettare questa cosellina come espressione di quella venerazione ed affetto illimitati che sento per Voi, incarnazione vera del diritto dei popoli. Socrate, Cristo e Garibaldi formano una Trinità non di febbrile entusiasmo, ma di criterio incontrastabilmente storico, che risponde e risponderà sempre a questi principi : giustizia, santità, diritto.
Vi unisco una copia d'un mio opuscolo sopra un paesello dell'occidentale riviera,35) parte d'Italia a Voi doppiamente cara, perciocché è in essa che Voi traete le origini, l'ottima vostra madre essendo stata una loanese.
Illustre Generale! Se il mio cuore potesse chiedervi una grazia, sarebbe questa: quella di condonarmi questo mio ardire veramente illimitato e l'altra di ottenere da Voi tesoro inestimabile una Vostra fotografìa. Pregherò, Illu­strissimo Generale, sempre il Cielo, perché conservi lunghissimi anni all'Italia il primo de' suoi figli.36)
La risposta è di Giuseppe Guerzoni.37)
IV. Fra i grandi temi della politica internazionale, quello della martire Polonia. Nel '66 il Maineri compose una sorta di poemetto fantastico in "prosa, con prefazione dell'amico detto Arrighi, dal titolo L'ultimo boja,3 allusivo a Michele Muravieff. Eccone l'argomento.
In una terribile notte due spiriti dannati s'incontrano sulle sponde della Vistola: Aasvero e Lucifero; lontano lontano alcuni lumi vagolanti indicano dove sorge Varsavia. L'incontro è sulle prime assai brusco: Aasvero, che raffigura il simbolo dell'umanità, vorrebbe proseguire il suo eterno carnmino, ma Lucifero lo rattiene beffandosi del pentimento e delle credenze di lui. 'Amico, credimi gli dice la fratellanza, l'uguaglianza, la virtù... fole!'. Al che Aasvero risponde col racconto delle sue peregrinazioni: ha visitato la Grecia che aveva dianzi lasciata cadavere, aveva già veduta l'America schiava, ora la rivede libera, grande e potente. 'Oh l'umanità cammina! esclama.Guai per essa se il trionfo del vero non si acquistasse per la fede di tanti confessori e pel sangue di tanti martiri'. Lucifero rimprovera beffardamente al compagno di dimenticare la terra sventurata dove posano, ed Aasvero, prostrandosi al suolo, innalza a Dio una preghiera per la salvezza dell'infelice Polonia, ripetendo a ritornello il famoso Bozc cos Polske. Appresso Lucifero invita a seguirlo. Giungono a Mosca nel palazzo di Michele Murawieff, l'ultimo boja: regna profondo il silenzio, Murawieff è agonizzante. Varchiamo la porta: si sente il passo delle scolte e il tich-tach di un antico tannato orologio, poggiato sull'ampia scala, il quale racconta la
34) Jvi, p. 66.
35) B. E. MAINERI, Della caverna di Vergi Pietra e d'alcuni caratteri cavernicoli dell'Appennino ligure occidentale, Genova, Moretti, 1863.
36) Minuta di lettera a Garibaldi, senza data, ma dicembre 1863, in Archivio Maineri,
3?) Lettera di Giuseppe Guerzoni, Caprera, 21 gennaio 1864, ivi,
30 B. E. MAINERI, L'ultimo boja, Milano, Gattinoni, 1867.