Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (GARIBALDI-MAINERI); GARIBALDI GIUSEPPE LETTERE; MAINE
anno <1990>   pagina <316>
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Gian Luigi Bruzzone
IH
Caprera, 27 Aprile 1874 Caro Professore,
un monumento ai martiri delle Cinque giornate è debito dell'Italia intiera, che tanto deve all'iniziativa gloriosa dei pochi nostri milanesi.
Io sto meno male, non lavoro di braccia perché non posso e sospiro un avvenire migliore per lo sventurato nostro paese.
Grazie per l'invio del pregiato vostro Indipendente. Salute
G. Garibaldi.68)
IV
Caprera, 16 Giugno 1874 Caro Professore,
ho letto Mamma ce n'è una sola. Il titolo mi fu simpatico, ma d'opera l'ho trovata veramente meritevole d'ogni lode, e credo farebbe gran bene se si leggesse nelle famiglie. Ve ne ringrazio e sono vostro
G. Garibaldi.69)
V
Caprera, 26 Gennaio 1877 Caro Professore Maineri,
ch'io abbia sempre nutrito il desiderio d'un'impresa a favore dei popoli schiavi dell'Europa Orientale non posso mancar di confessarlo; ma che ne sia stato disuaso da Sir Hudson nel 1862 francamente non lo ricordo.
Certo, sarò sempre felice di poter soddisfare in qualunque modo il carissimo e venerato nostro Giorgio Pallavicino, ch'io considero per uno dei più benemeriti dell'unificazione italica. Sempre vostro
G. Garibaldi.)
VI
Caprera, 22 febbraio 1878 Mio caro Maineri,
Grazie per la gentile vostra del 12 e per l'opera Manin e Pallavicino. Avete ragione: a cotesti due grandi l'Italia deve gran parte la sua unificazione. Sempre vostro
G. Garibaldi.*
) Apparsa in L'Indipendente, Milano, n. 18, 7 giugno 1874 e ripresa in G. GARIBALDI, Epistolario, a cura di E, XIMENES, Milano, Brigola, 1885, voi. II, pp. 65-66.
*9) Apparsa, con un cenno sulla salute di Garibaldi, in // Sole, Milano, 26 giu­gno 1874, e in // Ravennate, 21 luglio 1874.
70) Apparsa in B. E. MAINERI, Daniele Manin, cit., p. 532. L'originale, non facente parte dell'Archivio Maineri, appartiene ad un privato.
71> Apparsa in La Capitale, Roma, 28 febbraio 1878, e in II Movimento, Genova, 28 febbraio 1878. L'Archivio Maineri conserva anche una ciocca di capelli di Giuseppe Garibaldi, autenticati dal figlio Menotti.