Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1870; ITALIA POLITICA ESTERA 1870; QUESTIONE RO
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1990
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Discorso di Visconti Venosta 19 agosto 1870 319
trovare inoltre assai inopportuna e poco realistica, anche a voler entrare nella logica interna a questo Patto, l'applicazione di alcuni dei suoi articoli, come la pretesa di controllare il confine di 400 chilometri con il territorio della S. Sede per evitare l'intrusione di bande rivoluzionarie, che avrebbe costituito un elevato dispendio di energie finanziarie ed umane per l'Italia.7* Il Mancini ribadiva, quindi, la condanna del Patto italo-francese, a cui era senz'altro da preferire che .pochi Francesi in armi rimanessero sul territorio pontificio, anziché mettere nelle mani della Francia per l'avvenire un titolo col quale si riconosc[esse] nei francesi il diritto di ritornare a Roma ogni volta che il vo[lessero] .8> Egli doveva esortare quindi il Gabinetto a recedere dai suoi passi, sottolineando come la congiuntura internazionale fosse propizia ad una soluzione definitiva della questione romana per lo stato d'isolamento in cui si trovava la S. Sede in Europa dopo la proclamazione del dogma del 18 luglio, che aveva alienato al Papato le simpatie delle stesse Potenze cattoliche:
spetta a voi, signori ministri, intendere oggi l'animo (sic) immediatamente a non lasciar trascorrere il momento opportuno per la soluzione di una questione che interessa così altamente l'Italia. Questa soluzione urgentissima reclamano il patto nazionale de' plebisciti, l'applicazione al territorio dell'intera penisola del principio di Nazionalità, le necessità morali e politiche che sono nel cuore e nella coscienza di noi tutti, il bisogno di estinguere in Roma un focolare permanente di reazione e d'insidie contro la esistenza del nostro Stato e delle nostre istituzioni, in fine il dovere di chiudere per sempre la storia ignominiosa degl'interventi stranieri in Italia, restituendo alle popolazioni romane la loro sovranità, e rendendo ad esse possibile decidere definitivamente col loro suffragio dei propri destini [...] Il momento non può essere più propizio. Osservate: il pontefice è isolato. La Spagna ha bisogno di provvedere alla sua pace interna. Compiangiamo alle condizioni odierne della Francia. La Prussia si ricusò nel 1866 di guarentire l'integrità del territorio pontificio dalle eventualità che oggi appunto sorgono. L'Austria, spaventata dalla proclamazione del nuovo dogma dell'infallibilità, si scioglie dal Concordato, e io abolisce. La Baviera stessa ne vieta la pubblicazione. Si, questo nuovo dogma, applicato non solo alla fede, ma al dominio senza confini della morale, turba le coscienze, e minaccia la sicurezza di tutti gli Stati cattolici; è una sfida alla civiltà; esso medesimo diviene un'arma rivolta contro chi aveva creduto a danno della civiltà impugnarlo.9)
Nonostante questa esortazione rivolta ai banchi governativi, però, il Mancini non sottaceva tutto il suo scontento e la sua sfiducia nei confronti del Governo e degli uomini che lo componevano: essi rimanevano pur sempre gli uomini della Convenzione di Settembre, coloro che non hanno conosciuto altra politica che quella della docile e servile clientela; ora, concludeva, la guida dello Stato per la soluzione della questione di Roma doveva spettare ad uomini più vigorosi, ad animi più risoluti, a coscienze libere da anteriori vincoli."
La discussione alla Camera continuò dopo l'interpellanza delTon. Man-
T) Ivi, P. 4011. ) Ivi, p. 4016. S> Ivi, p. 4017. W> Ivi, p. 4018.