Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1870; ITALIA POLITICA ESTERA 1870; QUESTIONE RO
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Carlo M. Fiorentino
riduceva ai min imi termini il significato -della disputa tra Mancini e Visconti Venosta, affermando che, essendo di fatto ripristinata non avrebbe più avuto alcun senso contestare la Convenzione di Settembre, tanto più che in essa il Governo non vede un impedimento al compiersi del programma nazionale; poiché il Ministro degli Esteri con quella riserva che gli è imposta dal suo delicato ufficio, pure fece a questo proposito le più esplicite e più rassicuranti dichiarazioni . Lo stesso organo di stampa vicino al Ricasoli nell'editoriale del 23 agosto (Il voto della Camera), tentava di appianare i contrasti verificatisi alla Camera il 19 e 20 agosto intorno alla questione romana, sostenendo che le differenze che si sono notate fra i partiti sono piuttosto di quantità che di qualità, piuttosto di forma che di sostanza . In questo senso, La Nazione, forse anche per motivi politici di ordine interno alla parte che rappresentava,19* forzava il senso del discorso di Visconti Venosta, dando l'impressione di mettere il Governo con le spalle al muro:
l'ultimo voto alla Camera avrà quanto prima, purché Governo e paese sappiano compiere ciascuno il dover suo, un peso grandissimo presso l'Europa. Il Governo ha una grande responsabilità. Esso si trova armato, per dir cosi, di questo voto sostanzialmente unanime della rappresentanza del paese; se non se ne giovasse, se non sapesse profittare delle occasioni, che si possono presentare, per compierlo, tutto il paese gliene chiederebbe ragione; ma nessuno a miglior diritto, nessuno con più severità di coloro che, in questa occasione, sacrificando tutti i sentimenti personali e rimettendo ad altro tempo le questioni secondarie, gli hanno concesso, per dargli forza, un voto di fiducia, che da loro esso ancora non aveva saputo meritarsi.
La Perseveranza nel numero del 21 agosto 1870 (Corrispondenza da Firenze, 19 agosto) plaudiva a sua volta al discorso di Visconti Venosta, ritenendolo uno de' migliori in certi rispetti, che nel Parlamento italiano siano stati detti , dandone però il giorno dopo una interpretazione alquanto ristrettiva per il rimanere ancorata alla formula cara al (ministro degli Esteri (di cui proprio Ruggero Bonghi, direttore del giornale, rappresentava il pensiero): neutralità per ora, libertà d'azione per il poi.2
Un chiarimento della situazione in atto doveva peraltro venire dal-YOpinione, il giornale diretto da Giacomo Dina, che più rifletteva da vicino le posizioni del Governo Lanza. In un articolo dello stesso Dina del 21 agosto e pubblicato nel giorno seguente,2" si attaccava duramente l'on.
19 Sull'opposizione velata di alcuni gruppi economico-politici di parte moderata al Governo Lanza, cfr. A. BERSELLI, La Destra storica dopo l'Unità, voi. I, cit., pp. 7-8. Anche A. SALVESTRIW, / moderati toscani e la classe dirigente italiana (1859-1876), Firenze, 1965, pp. 144-145.
20) La Perseveranza, 22 agosto 1870 {Corrispondenza da Firenze). Cfr. A. BERSELLI, La Destra Storica dopo l'Unità, voi. I, cit., pp. 4243.
Éff Firenze 21 agosto. La discussione di ieri, in L'Opinione, n. 232, 22 agosto 1870. Cfr. anche L. CHIALA, Giacomo Dina e l'opera sua nelle vicende del Risorgimento italiano, vel. Ili, Torino-Roma, 1903, pp. 244-247.