Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1870; ITALIA POLITICA ESTERA 1870; QUESTIONE RO
anno <1990>   pagina <326>
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Carlo M. Fiorentino
che la violenza sarebbe il peggiore di tutti i partiti, perché quest'ultima potrebbe rammentare all'Europa tutte le altre violenze passate, e porre in periglio tutto ciò che fin qui venne acquistato. Gli uni volevano ritentar la prova dei fatti compiuti, ma gli altri, più sagaci, non si sentono di rischiare in tal prova tutta la loro fortuna, perché scorgono che l'èra dei fatti compiuti è ormai troppo vicina al tramonto.
Da parte sua, L'Unità Cattolica, il battagliero giornale di don Margotti, non si lasciava sfuggire alcune contraddizioni nel discorso di Visconti Ve­nosta, il quale, se da un lato riteneva tornata in vigore la Convenzione di Settembre, dall'altro negava di fronte alla Sinistra che il famoso jamais del Rouher fosse stato rivolto ai successori di 'Cavour; L'Unità Cattòlica, inoltre, affermava che il ministro non potea tradire più inconsultamente le malvage intenzioni dei moderati. Fingere rispetto per poi fare la parte del lupo ecco invariabilmente la loro politica.22) Peraltro, nel numero del 25 agosto lo stesso giornale doveva asserire che frattanto, ora per una ragione ed ora per l'altra, a Roma non si va, e non si andrà . Per l'organo dell'intransigentismo cattolico, anzi, lo stesso richiamo delle truppe fran­cesi dai territorio pontificio doveva rivelarsi provvidenziale, in quanto for­se Bismar[c]k, vittorioso, avrebbe eccitato i rivoluzionari italiani ad an­dare in Roma per compiere l'umiliazione della Francia, laddove oggidì cerca di umiliare la Francia sostenendo il trono del Santo Padre, che Napoleone III abbandonò nei giorni di maggior pericolo.23' La stessa Civiltà Cattolica, ancora nel fascicolo del 10 settembre (ma ovviamente compilato diversi giorni prima di questa data), scriveva che il Ministero tenne ben fermo sull'osservare la Convenzione. Le parole del Ministro degli Esteri furono più del solito esplicite in questo senso .24) Le stesse notizie che giungevano al segretario di Stato di Pio IX, per quanto ufficiose e contradditorie lasciavano aperto qualche spiraglio di speranza. Così il conte Alessandro Adorni, corrispondente da Firenze dell'Antonelli e già interme­diario fra Pio IX e Vittorio Emanuele II almeno dal 1865,25) ancora il 26
22) Le interpellanze sulla Convenzione di settembre, in L'Unità Cattolica, n. 193, 23 agosto 1870.
23) Proprio in questi giorni circolava sulla stampa italiana ed internazionale la voce, avvalorata dagli atteggiamenti del conte Arnim, rappresentante del Governo di Guglielmo I a Roma, che fosse intenzione di Bismarck sostituire il contingente militare francese nello Stato Pontificio con altro di qualche Stato della Confederazione germanica. Tale voce doveva essere smentita proprio dal nunzio apostolico a Vienna, mons. Falcinelli, che in questo senso doveva contribuire a disilludere la stessa Curia romana sulla possibilità di salvezza del potere temporale (Falcinelli a Antonella Vienna, 22 ago­sto 1870, In ARCHIVIO SEGRETO VATICANO, Segreteria di Stato [d'ora in poi ASV, SdS], 1870, rubr. 165, fase. 2, ff. 17-18).
2*> La Civiltà Cattolica, a. XXI, 1870, Serie VII, voi. 11, fase. 429, p. 758.
25) i] conte Alessandro Adorni Braccasi, di antica famiglia di origine pisana, nacque a Cascina il 5 giugno 1800 da Francesco e Maria Domenica Jacoponi. Di questo personaggio, che ebbe pure un ruolo tanto delicato quanto importante nei rapporti tra Pio IX e Vittorio Emanuele II nel periodo che va dal trasferimento della capitale da