Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1870; ITALIA POLITICA ESTERA 1870; QUESTIONE RO
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Discorso di Visconti Venosta 19 agosto 1870 327
agosto scriveva al card. Antonelli di aver avuto notizia da un influente deputato della Destra che è alla portata di conoscere bene i segreti intendimenti del governo , che il Ministero in carica intendeva rispettare la Convenzione di Settembre per presentarsi al Congresso Europeo senza la macchia di averla violata, pensando così di far meglio valere, apprezzare e rendere ragione alle sue pretese su Roma, alle pretese aspirazioni nazionali, e agli empi voti raffermati nell'ultima discussione dal parlamento.26) Lo stesso conte Adorni, però, non doveva mancare di avvertire il suo corrispondente che I ministri di Firenze, con il poco dignitoso contegno del loro collega Sella nel portarsi in seno alla commissione della Sinistra a farvi dichiarazioni relative alla cosidetta soluzione della pretesa questione Romana intese in un modo e poi spiegate in altro, lasciano sempre un dubbio sulle loro intenzioni, sulla fermezza e lealtà di esse,27)
Torino a Firenze al Venti Settembre, si conosce ben poco. Sappiamo che fu sempre fedele a Pio IX, e che con rescritto dell'8 novembre 1854 fu insignito dallo stesso Pontefice del titolo di cavaliere bali dell'Ordine di S. Stefano e quindi di fregiarsi anche della croce di cavaliere dell'Ordine di S. Gregorio Magno (queste ed altre notizie sulla sua famiglia in ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE, Ministero dell'Interno, Sezione Municipi, prot. Novembre 1854, e Ivi, R. Deputazione sul regolamento della nobiltà e cittadinanza in Toscana. Processo Adorni-Braccesi, filza 79, n. 2). La sua corrispondenza con il card. Antonelli, da noi esaminata solo per il 1870, ma certamente ricorrente anche per il periodo precedente, è conservata in ASV, SdS, 1870, rubr. 284, fase. 1, fi. 6-30. Esiste un fascicolo del 1864 a suo riguardo tra le carte di Pubblica Sicurezza consistente in una breve biografìa che riportiamo integralmente: Egli è conte, è avvocato ma non esercita, è coniugato a Clementina del conte Pio Bofanti di Roma, dalla quale non ha avuto figli. Convive col proprio fratello dottor Bartolomeo che ha moglie esso pure, ed un figlio, ed occupa il proprio palazzo in via dei Rondinelli n. 1. La condotta politica dell'Adorni è quella di molti titolati della cessata Corte. È affezionato alla famiglia lorenese e più specialmente al Papa da cui ebbe il titolo di conte, è onesto però in tutto ciò che concerne moralità. Non ha alcuna influenza popolare malgrado sia tenuto per uomo istruito specialmente nelle leggi, sia cav. bali e proprietario di vistoso patrimonio. Ha per abitudine di passare molta parte dell'anno in campagna in una sua villa all'Anteila, e di frequentare la chiesa e i sacri riti (ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO [d'ora in poi ACSL Ministero dell'Interno. Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Biografìe, fase. 3159/2106 {.Adorni Braccesi, Alessandro"]). Questo personaggio era stato ricordato nella sua opera maggiore da Pietro Pirri, il quale erroneamente sulla scorta del Balan e del Cantù lo qualifica come banchiere genovese (P. PIRRI, Pio IX e Vittorio Emanuele II dal loro carteggio privato, Roma, 1951, voi. II, I, pp. 159 e 165, e voi. Ili, I, Roma, 1961, p. 81. Anche R. MORI, La questione romana, cit., pp. 341 e 513).
26) ASV, SdS, 1870, rubr. 284, fase. 1, f. 26.
27) Ivi, f. 27.
Il conte Adorni, come tutta l'opinione pubblica moderata e cattolica, mostrava di rimanere sfavorevolmente colpito dall'atteggiamento di Quintino Sella nel famoso episodio del suo intervento presso il comitato dei cinque (Bertani, Cairoli, Crispi, Fabrizi e Rattazzi) per mezzo del quale la Sinistra si era opposta la sera stessa del 20 maggio al voto politico della Camera ed aveva minacciato le dimissioni in massa se il Governo non si fosse impegnato solennemente a recidere in tempi brevi il nodo romano. L'intervento del Bicllcse, che aveva rassicurato al riguardo l'opposizione, impegnandosi personalmente in questo senso recandosi al comitato riunitosi