Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1870; ITALIA POLITICA ESTERA 1870; QUESTIONE RO
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Discorso di Visconti Venosta 19 agosto 1870 333
quelle questioni ancora pendenti nell'opera di completamento del Risorgimento nazionale. La documentazione relativa al reperimento degli Indirizzi dei romani ci consente, però, di cogliere con maggiore esattezza il senso di quell'artière pensée presente nel discorso del ministro degli Esteri e degli stessi organi di stampa di parte moderata. Si può affermare, infatti, che sin dai primi giorni della seconda metà di agosto il ministero degli Esteri lavorava per costituirsi un alibi in funzione dell'occupazione di Roma. Questo alibi doveva essere fornito, appunto dai voti della parte più politicizzata della popolazione romana così come si era espressa nel maggio 1860 e nel giugno dell'anno successivo, che potevano essere interpretati alla stregua di un pre-piebiscito.45* In questo senso, alcune affermazioni di Visconti Venosta alla Camera, come quella secondo cui il Governo non si sarebbe mosso al di fuori del comune diritto delle genti , che poteva essere inteso sia in senso conservatore,46) sia sottintendendo il nuovo diritto della nazionalità di cui proprio l'antagonista di Visconti Venosta alla Camera il 19 agosto 1870 era stato il maggiore teorico in campo giuridico oltreché polìtico; così come l'esplicito riferimento alla volontà dei romani nel numero del 22 agosto dell'Opinione,*1) stavano a dimostrare che il Governo di Firenze (ed in particolare il ministero degli Esteri) fosse entrato nell'ottica di occupare il territorio romano ancor prima dell'impegno preso dal suo ministro delle Finanze con l'opposizione costituzionale. In un certo senso, quindi, si può sostenere che il discorso di Visconti Venosta alla Camera, con i sottintesi di cui si è detto, facesse da pendant alla circolare ai rappresentanti italiani all'estero del 29 agosto con cui lo stesso ministro degli Esteri annunciava all'Europa la necessità storica per l'Italia di risolvere definitivamente la questione romana. In essa, non a caso, si faceva esplicito riferimento al droit du peuple romani de régler les conditions intérieures de son gouvernement ,**) e nel contempo
45) E indicativo, a questo proposito, come da parte della stessa amministrazione degli Esteri vi fosse l'esigenza di reperire insieme all'Indirizzo del 1861 sottoscritto da circa 10.000 romani, ma che pure non fu esente da polemiche e contraddizioni aU'interno del Comitato promotore (cfr. F. BARTOCCINI, op. cit, pp. 183-185), anche quello apparentemente meno significativo per il numero di sottoscrizioni, ma probabilmente ritenuto dal ministero degli Esteri politicamente altrettanto qualificante perché era stato seguito contemporaneamente {come del resto l'indirizzo del 1861 a cui ne era seguito un altro nello stesso perìodo e dello stesso tenore all'Imperatore dei francesi) da un omaggio di un'altra spada a Napoleone III, ed associava quindi nella figura dell'Imperatore dei francesi ed in quella del Re d'Italia quell'identità d'intenti nella politica delle due nazioni auspicata dai liberali romani sin dal 1860, cioè prima della atessa proclamazione di Cavour di Roma capitale d'Italia costituita dall'unificazione della penisola.
Dopo Porta Pia, Il card. Antonelli protesterà contro il Governo italiano che conculca 3. sagrosantd principi), di ogni diirtto e specialmente quello delle genti (Circolare ai rappresentanti doplomatici presso la S. Sede, Dalle Stanze del Vaticano, 20 settembre 1870, in ASV, SdS, 1870, rubr. 165, fase. 8, f. 65r). Cfr. anche La voce dei portamenti e la voce dei cannoni*, in L'Osservatore Romano del 20 settembre 1870.
<7) V. supra.
48) / documenti diplomatici italiani, la serie, voi. XIII, cit., p. 409.