Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1870; ITALIA POLITICA ESTERA 1870; QUESTIONE RO
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Carlo M. Fiorentino
austrìaco a fianco della Francia.55)
In questo complesso contesto diplomatico, appare alquanto riduttiva, quindi, l'interpretazione storica della Sinistra e di Quintino Sella che spingono sic et simpliciter l'Italia verso Roma, in quantoché una simile interpretazione (che dal Guiccioli attraverso Chabod arriva sino al Mori) tende a separare nettamente i due diversi momenti della crisi dell'estate 1870, cioè la questione dell'intervento a fianco della Francia (luglio-agosto), e la questione dell'occupazione di Roma (agosto-settembre), che invece sono interconnesse anche dal punto di vista cronologico, oltre ben s'intende, da quello diplomatico. Chi tenne, in effetti, in questo contesto storico ben salde le mani sulla politica estera italiana fu l'unica persona che era in grado di tenerle; che possedeva, nonostante la relativa giovane età, l'esperienza ed il prestigio interno ed internazionale per condurre sino alla fine il complesso groviglio diplomatico che si stava giocando nell'estate 1870 avendone sotto gli occhi il quadro generale, e cioè Emilio Visconti Venosta.56) La successiva interpretazione dei fatti, in cui Sella assumeva il ruolo
55) In una lettera della fine di ottobre 1870 al capo del gabinetto particolare di Vittorio Emanuele II, Minghetti scriveva: Prima che io partissi per Vienna, due mesi or sono, sembrava che l'Austria fosse per prendere qualche grande iniziativa almeno diplomaticamente rispetto alla guerra che ferve tra Prussia e Francia. Trovai per lo contrario la ferma intenzione di astenersi da qualunque iniziativa, anzi poco a poco fui testimone d'un progressivo disarmo per togliere l'opinione formata della possibilità del suo intervento. In questa parte ogni azione diplomatica veniva a spuntarsi contro una decisa risoluzione. Laddove invece tornò opportuna ed efficace l'azione diplomatica si fu nella questione romana, dove nonostante gli sforzi del partito clericale, di governo austriaco si è mostrato e si mostra finora perfettamente benevolo e consenziente ai grandi fatti compiuti da Sua Maestà {Minghetti a Aghemo, Vienna, 21 ottobre 1870, in ACS, Ministero della Reat Casa, Gabinetto di S.M. il Re d'Italia, anno 1870, fase. 1164). Questo documento conferma come la missione di Minghetti a Vienna a partire dal 24 agosto come inviato straordinario del Gabinetto di Firenze, almeno nelle intenzioni iniziali avesse il duplice scopo di riprendere le trattative per un intervento austro-italiano a fianco della Francia e di sondare sull'atteggiamento che avrebbe assunto il Governo austro-ungarico circa l'occupazione italiana di Roma.
56) Là base documentaria per la tesi avversa, oltre all'opera del Guiccioli, era costituita dalle memorie, pubblicate postume, del Castagnola, che nel Gabinetto Lanza ricopri la carica di ministro dell'Agricoltura (cfr. S. CASTAGNOLA, Da Firenze a Roma. Diario storico-politico del 1870-71, con cenni biografici dell'avv. Edoardo Devoto e note illustrative di Augusto Ferrerò, Torino, 1896). Queste memorie, che rivelano il tenore delle discussioni avvenute prima e dopo il Venti Settembre in sede di consiglio dei ministri e le diverse posizioni dei singoli ministri che non .trovano che un relativo riscontro nei Verbali di quelle discussioni (conservate presso l'ACS), sempre assai sintetici e contenenti solo le decisioni prese dal Consiglio stesso, furono contestate dal Gadda, anch'egli ministro (dei Lavori Pubblici) in quello storico Gabinetto (G. GADDA, Roma Capitale e il Ministero Lama-Sella, in Nuova Antologia, CLV, Quarta Serie, voi. LXX'I, 16 settembre 1897, pp. 193-217). Secondo il Gadda, che indirettamente attribuiva ai curatori sia l'inopportunità di aver pubblicato memorie che si basavano essenzialmente su discussioni informali tra i ministri, sia l'interpretazione di fondo che individuava nel Sella il vero trascinatore del Gabinetto nella questione romana e che a sua volta nascondeva l'intenzione, ancora negli ultimi anni del secolo, di combattere anche lo spettro dell'antica Destra {Ivi, p. 200), il vero merito del Venti Settembre spettava al Lanza ed al Visconti-Venosta. Al ministro delle Finanze,