Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1870; ITALIA POLITICA ESTERA 1870; QUESTIONE RO
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Carlo M. Fiorentino
tutto dopo la caduta del Governo Lanza nel 1873, costituirà motivo di frizione tra gli ex-ministri che furono gli artefici del Venti Settembre, contribuendo a quel dissolvimento della Destra storica che caratterizzerà la storia successiva della politica italiana.")
CARLO M. FIORENTINO
Governo di Firenze e dalla Giunta provvisoria di governo della città di Roma nei confronti della S. Sede, soprattutto dal timore di non cadere nell'accusa di aver favorito o di favorire l'Unità italiana, che gravi riflessi avrebbe potuto avere sul suo potere spirituale proprio quando con il dogma dell'infallibilità pontifìcia si era ribadito il ruolo centrale di Roma nei confronti dell'episcopato cattolico di tutto il mondo.
") Nel 1874, ad esempio, un'affermazione del Nicotera alla Camera in occasione della discussione di provvedimenti militari, secondo cui senza la determinazione del Sella forse a quest'ora non sederemmo qui in Roma (AP, CD, Discussioni, tornata del 6 marzo 1874, p. 2067), dette origine a un forte malumore del Lanza, che scrivendo alTon. Malenchini si lamentava che il Sella non fosse subito intervenuto nel dibattito parlamentare affermando che il merito del Venti Settembre andava suddiviso a tutti gli esponenti del Gabinetto di allora (Lanza a Malenchini, Casale, 3 [ma 6 o 7] marzo 1874, in DE VECCHI DI VAL CISMON, Le carte di Giovanni Lanza, voi. IX, Torino, 1940, p. 68). In verità, nella tornata del 7 marzo alla Camera, l'ex ministro delle Finanze prese la parola sostenendo che le espressioni del giorno precedente del Nicotera dovevano essere estese anche e soprattutto ai miei colleghi della passata amministra-zione (AP, CD, Discussioni, tornata del 7 marzo 1874, p. 2111). Non soddisfatto di ciò il Lanza, che negli ultimi anni della sua vita politica doveva forse accentuare ulteriormente quella sua suscettibilità talora eccessiva (F. CHABOD, op. cit., p. 651), in una lettera successiva doveva -ribadire tutte le sue accuse al Sella: Non ti dissimulo neppure che l'ultimo incidente parlamentare Nicotera-Sella mi ha disgustato assai; è stato, massime contro di me, un tiro sleale ed atroce che poco valsero a smorzarlo le tardive e timide parole del Sella. Se amassi commettere indiscretezze avrei fra le mani tanto che basta per confonderlo, ma carità di patria me lo vieta (Lanza a Malenchini, Casale, 23 marzo 1874, in DE VECCHI DI VAL CISMON, Le carte di Giovanni Lonza, voi. IX, cit., p. 78).
Lo stesso Sella, qualche mese prima, fu protagonista di uno spiacevole episodio, in occasione del suo viaggio in Germania ed in Austria, quando di fronte a personalità politiche di questi due paesi accusò di immoralità il Visconti-Venosta per avere accettato di far parte del nuovo Ministero Minghetti (cfr. la lettera di Castagnola a Lanza, Roma, 15 dicembre 1870, Ivi, pp. 49-50). Il Venti Settembre, quindi, come quasi cinquantanni dopo Vittorio Veneto, anziché cementare l'unione tra gli uomini politici che ne furono i protagonisti, costituirà motivo di nuovi dissidi tra di essi e ne segnerà fatalmente il declino.