Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
anno <1990>   pagina <345>
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Carlo Dotto de' Bauli
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guadagnando circa 165 lire mensili; spendeva pochissimo per sé e impie­gava il rimanente, insieme a denaro preso in prestito, per fare propaganda per il partito e viaggiare per fondare circoli repubblicani nel Mezzogiorno.27)
Nell'ambito dell'insegnamento, anche la scelta delle due materie non era casuale. Dotto metteva al servizio della politica la passione per -la storia in cui cercava la dimostrazione delle malefatte dei re,28) e l'erudi­zione geografica, di cui si serviva per dimostrare l'italianità di terre appar­tenenti ad altri Stati. A questo fine pubblicò a Napoli nel 1873 un'opera di quasi 500 pagine, Nizza o il confine naturale d'Italia ad occidente con appen­dice sulle terre d'Italia soggette tuttora allo straniero, dedicata al padre, a Garibaldi, a Mazzini, a Giorgio Imbriani. Il volume voleva essere la dimo­strazione dell'italianità di Nizza, avvalorata dalla storia della città dalle origini ai tempi moderni e da un'accurata descrizione etnico-geografica; seguivano più in breve analoghe considerazioni per Istria, Carso, Friuli, Trentino, alcune valli alpine, Canton Ticino, Corsica, Malta. Dotto conclu­deva le sue pagine
con animo dolente e sdegnoso, considerando come gli anni trascorrono fatali, accrescendo ogni giorno nel popolo italiano l'indifferenza e l'oblio per quelle nostre terre rapiteci dalla prepotenza o dalla fatalità di tempi sciagurati; nel vedere come l'entusiasmo vada mano mano spegnendosi nel cuore della gioventù italiana, come l'idea della libertà langue sepolta dalla miseria, dalla ignoranza e dalla corruzione .29)
L'auspicio era che l'Italia e l'Europa, secondo il grido di Mazzini, si emancipassero e si unissero in un vincolo indissolubile di pace, di concordia, di amore.30)
Il libro, inviato da Dotto ai demooratici più autorevoli,31) manifestava le convinzioni dell'Autore, vissute con l'animo teso all'azione. Nei mesi in cui stava curando la pubblicazione del lavoro il 26 maggio 73, il questore cosi scriveva di 'lui: È il più ardente repubblicano del partito di Napoli. Individuo pericolosissimo, perché di natura impetuosa ed imprudente. Ha
27) Nota del questore al prefetto, Napoli 26 maggio 1873, con notizie su tredici dei più pericolosi internazionalisti e repubblicani residenti a Napoli, ASN, Gab. Pref., I. 116. Già riportata in parte in A. SCIROCCO, Democrazia e socialismo, cit., p. 265, nota 18. Citato anche ih M. BEVILACQUA, Quando il questore sequestrò l'eredità di Mazzini, in // Rinnovamento, a. XI, n. 90, 20 maggio 1981.
28) Sono da attribuire a lui due articoli non firmati del Popolo d'Italia, del 21 e del 30 gennaio 1868, sulla decapitazione di Luigi XVI di Francia e di Carlo I d'Inghilterra.
29) p. 483.
30) Jvl, pp. 488 sgg. La conclusione è datata Napoli, 9 maggio 1872. L'Autore, evidentemente, trovò difficoltà per le spese necessarie alla stampa del ponderoso volume.
41) Le lettere di ringraziamento di B. Cairoli, Oropello 4 ottobre 1873, e di Garibaldi, Caprera 16 marzo 1874, sono indicate In Pondo Dotto, p. 474, n. 24, e p. 480, n. 57.