Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
anno <1990>   pagina <348>
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Alfonso Scirocco
Osservazioni, queste ultime, più sfumate e più indicative del modo in cui i mazziniani reagivano alla crisi. Mentre alcuni militanti erano conqui­stati dalle dottrine anarchiche (ricordiamo per tutti Errico Malatesta), altri tentavano di ridare vigore al partito.
Gli elementi per un giudizio più articolato ce li fornisce lo stesso que­store. Si pensa alla fusione, o almeno ad un'alleanza con l'Internazionale, vengono adla ribalta nomi nuovi. Nell'estate si dimette il Comitato napo­letano dell'ARU, formato da Lepiane, Bresciamorra e Procaccini, si ricom­pone nell'autunno con gli stessi Lepiane e Procaccini: si tratta di agitatori già noti.41) A loro, poi, si affianca nel novembre un Comitato d'Azione for­mato da Agostino Casini, Bernardino D'Eramo, Domenico Mollica, Eugenio Castiglione Morelli, che dovrebbe lavorare tra studenti, operai, militari, ferrovieri.42) L'operosità si manifesta soprattutto con la diffusione degli opu­scoli mazziniani I doveri dell'uomo e Mazzini e l'Internazionale', manca l'azione rivoluzionaria, e ciò fa parlare di apatia.43) In effetti si tratta della consapevolezza dell'isolamento in cui si trovano i repubblicani, che riescono a fare proseliti solo tra gli studenti universitari. Difatti una associazione giovanile, fondata all'inizio del 71 con intenti scientifico-letterari, assume colore politico avanzato per l'ingresso di esponenti mazziniani.44) Sulla gio­ventù 'universitaria influisce Giovanni Bovio, brillante maestro dell'Ateneo napoletano. Ma Bovio ha idee divergenti dalle teorie di Mazzini, si propone 'la conciliazione delle correnti democratiche e il superamento dei contrasti nell'evoluzione storica, che porterà col tempo alla repubblica.45) Lo afferma anche in occasione della morte di Mazzini, giudicato da lui ormai superato.
Non la pensava egualmente Carlo Dotto, nominato per la prima volta tra i militanti mazziniani nelle carte di polizia e nella stampa democratica proprio per la morte del Maestro. Con altri spedì un telegramma a Brusco Onnis, direttore dell'l/ratò Italiana, tra i più fedeli seguaci dell'Apostolo,46) e nella commemorazione tenuta a Napoli (il discorso celebrativo fu di Bovio, con le riserve accennate) propose l'erezione di un monumento allo Scomparso.47) Non ancora ventiseienne, portava nell'azione l'entusiasmo gio­vanile e l'irruenza del carattere. Da questo momento diventò il promotore e l'artefice delie iniziative del partito a Napoli, il più ardente e il più perico­loso, come sarebbe sembrato l'anno successivo al questore.
40) Questore al prefetto, 5 e 11 aprile e 15 maggio 1871, Ivi. Cfr. M. TODA, Errico Malatesta da Mazzini a Bakunin, Napoli, Guida, 1988.
41) Questore al prefetto, 21 luglio e 10 novembre 1871. A.S.N., Gab. Pref., f. 61.
42) Questore al prefetto, 20 gennaio 1872, Ivi.
43) Questore al prefetto, 26 gennaio e 1 marzo 1871, Ivi.
44) A. SCIROCCO, Democrazìa e socialismo, cit., p. 227.
45) tvit pp. 261 sgg. Cfr. A. SCIROCCO, L'eredità di Mazzini nei giudizio di Giovanni Bovio, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXVII, n. 2, aprile-giugno 1980.
46) Questore al prefetto, 14 marzo 1872, ASN, Gab. Pref., f. 61. Tra gli altri sottoscrittori erano Emilio Fazio, Colajanni, Pietro Gatti,
47) // Popolo d'Italia, 14 marzo 1872. Notizie sulla celebrazione, sulla sotto­scrizione, sulla nomina di una commissione per la raccolta e l'utilizzazione dei fondi in note del questore al prefetto del 14 marzo sgg., ASN, Gab, Pref., f. 62,