Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
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Alfonso Scirocco
mento centralizzato su base nazionale in grado di coordinare, dirigere e stimolare le iniziative locali; trovare un temporaneo e strumentale incontro con forze che hanno lo stesso scopo immediato (gli anarchici) senza toccare i problemi ideologici.
Dotto si impegnò a fondo in tutte le direzioni. L'avvicinamento all'Intemazionale non ebbe seguito per il momento, poiché la divergenza dottrinale era troppo sentita per poter essere ignorata.
Più. proficua poteva sembrare l'azione rivolta al rafforzamento del partito. Tra il 72 ed il 74 Dotto non risparmiò tempo e lavoro. Pareva che l'iniziativa siciliana fosse consistente e che col prestigio del suo nome Menotti Garibaldi, disposto a recarsi nel Mezzogiorno e nell'isola, potesse riunire garibaldini e mazziniani, sempre in contrasto anche a proposito dell'atteggiamento da tenere verso l'Internazionale.55 HI mondo democratico italiano era in fermento per la proposta di Giuseppe Garibaldi di un congresso di tutte le forze progressiste da tenere a Roma nel novembre.56) L' Associazione democratica radicale in un primo momento decise di non parteciparvi, ritenendo che quello richiesto dai promotori non fosse un vero suffragio universale. Influì nella determinazione la presenza del romano Giuseppe Petroni, omo dei più devoti discepoli di Mazzini, ex direttore della Rama del Popolo, critico nei confronti del triumvirato (Saffi, Quadrio, Campanella) che dirigeva il partito dopo la morte del Maestro.
In un secondo momento, forse per le pressioni di Dotto, che riteneva necessaria l'aggregazione delle forze, si deliberò di inviare un rappresentante col mandato di adesione condizionata all'elezione di una costituente nazionale.57) Il rappresentante fu lo stesso Dotto. A Roma intervenne al comizio, tenuto non al Colosseo, per il divieto del governo, ma nel teatro Argentina. Colse l'occasione per conoscere personalmente Federico Campanella.58) L'aggancio tra Napoli, il Mezzogiorno e gli esponenti nazionali della democrazia mazziniana sembrava realizzato.
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Le cose non presero la piega auspicata da Dotto. Nonostante il mal-
55) Sulla presenza a Napoli di Menotti e sui suoi progetti: questore al prefetto, 8 e 17 settembre 1872, ASN, Gab. Pref., f. 62, e 20 settembre, ASN, Gab. Pref., f. 79. Sulle speranze riposte nell'intervento di Menotti Garibaldi è indicativa la lettera di G. Riccioli a F. Campanella, Roma 12 ottobre 1872, citata in L. MASCILLI MIGLIORINI, Maurizio Quadrio e i repubblicani napoletani. 1872-1876, in AA.VV., Atti del secondo convegno su Mazzini e i mazziniani dedicato a M. Quadrio, Pisa, Domus Mazziniana, 1978, p. 279, nota 3.
56) G. SPADOLINI / radicali dell'Ottocento da Garibaldi a Cavallotti, 4a edizione, Firenze, Le Mounier, 1982, cap. II; A. GALANTE GARRONE, / radicali in Italia, 1849-1925, Milano, Garzanti, 1973, cap. V, 13.
57) Questore al prefetto, Napoli 12 e 15 ottobre, 7 novembre 1872, ASN, Gab. Pref., f. 108.
58) Dotto a Campanella, Napoli 5 agosto 1873, cit.