Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
anno <1990>   pagina <351>
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Carlo Dotto de* Bauli
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contento persistente nella città, il consolidamento della repubblica in Fran­cia e la crisi della monarchia in Spagna, i mazziniani napoletani nel 72-73 non trovarono spazio alla loro azione e preoccupavano le autorità meno dell'Internazionale. Quest'ultima continuò a tenersi divisa dai repubblicani.59* L'entusiasmo di Dotto cozzò contro il solido muro dell'apatia e delie per­plessità sulla possibilità di un'azione concreta. Il Nostro reagì assumendo su di sé la responsabilità delle iniziative.
Qui in Napoli tra gli indiziati per mire repubblicane primeggia il Dotto, il quale si affaccenda e si dichiara capo del centro d'azione del par­tito repubblicano della città, e così ha dato ad intendere ai capi dei diversi centri, e specialmente al Comitato della Consociazione republicana meri­dionale, scrive il questore il 20 febbraio 73.
Dotto ed Egildo Romanelli (operante nel Salernitano), dopo aver ten­tato invano l'avvicinamento agli internazionalisti, costituiscono un comitato repubblicano nuovo, formato dal solito Zuppetta, da Matina, Chevrier, Dotto e Romanelli, che dovrebbe riannodare le file del partito nel Mezzogiorno. Dotto parte per il Cilento per formare sub-comitati, e con Chevrier promuo­ve a Napoli un circolo di giovani universitari.61)
Zuppetta e Chevrier rifiutano la collaborazione, e Dotto cerca di poten­ziare l' Associazione democratica radicale , che vive più che altro sulla carta, ed in effetti viene ricostituita. Dotto è eletto nel consiglio direttivo.62)
Nell'anniversario della morte di Mazzini, il 10 marzo, Dotto presiede la riunione.63) L'entusiasmo non gli viene meno. In un appello del 14 marzo propone la costituzione di un Sodalizio generale repubblicano di Napoli e delle province esortando i giovani a fare delle armi il pane quotidiano.
Finché nella patria nostra durano la vergogna, la corruzione e la miseria, non può avere anima altera e repubblicana, che si cura di feste e di piaceri. Voi siete oggi, è inutile il nasconderlo, i più discordi e i meno compatti tra i repub-
59) Relazioni del questore sullo spirito pubblico, Napoli 10 gennaio e 1 luglio 1873, ASN, Gab. Pref., f. 79. La conciliazione, scrive il questore il 20 giugno, è sempre un desiderio costante dei repubblicani, i quali, dietro impulsi forse avuti da amici delle altre province, tenterebbero di avvicinarsi ai socialisti, ma costoro appartenenti alla classe operaia, animati dalle massime ispirate da quelli che li dominano, sono lontano da qualsiasi accordo ed è perciò che si è creduto inutile fare tentativi di sorta sul proposito, ASN, Gab. Pref., f. 116ter,
5 ASN, Gab. Pref., f. 108.
61) Questore al prefetto, 22 e 25 febbraio 1873, Ivi.
6?) Questore al prefetto, 22 e 23 marzo 1873, Ivi. Di una riunione dell'associazione dà notizia // Popolo d'Italia il 13 marzo,
63) Questore al prefetto, 11 marzo 1873, ASN, Gab. Pref., L 108. Si decise di devolvere al Popolo d'Italia, travagliato da un'insanabile crisi economica, la somma raccolta per al monumento a Mazzini, di circa 400 lire. Sulla storia redazionale e finanziaria del giornale, A. SCIROCCO, Democrazia e socialismo, cit.; sulle ultime vicende, che portarono nel luglio 73 alla sua scomparsa, cfr. le pp. 228-242.