Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
anno <1990>   pagina <353>
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Carlo Dotto de' Datili
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Ritenendo per ora pericoloso un movimento insurrezionale, la riunione con­siglia di sospendere pel momento ogni idea di sollevare le masse; sollecita la for­mazione di associazioni e circoli politici, e raccomanda alla riunione di Bologna a voler approvare quest'ordine del giorno, onde le Romagne non si trovino isolate dalle altre province. La riunione, approvando le statistiche, ne tien conto come lavoro preparatorio. Raccomanda infine a tutte le associazioni a voler invitare le Consociazioni repubblicane romagnole a non discostarsi dalla prudenza, ed a voler prendere nella prossima riunione la determinazione di sospendere pel momento la progettata insurrezione, attendendo gli avvenimenti di Francia .71>
Le notizie sulla pretesa riunione dell'll giugno non rispondono a ve­rità, sia perché contraddicono la costante tensione all'azione attribuita al Dotto dalla questura napoletana, sia perché qualche settimana dopo, nella lettera già citata del 5 agosto, Dottò affermava di avere incontrato Cam­panella solo il 24 novembre 72. Le abbiamo riportate per sottolineare quanto il Nostro fosse considerato importante dalle autorità governative.
In realtà segnali incoraggianti non venivano da nessuna parte. Bovio dalla natia Tram" affermava nell'estate: Qui partito niente, e bisognerà crearlo [...] I bollettini qui sono dannosi e di utile veruno. Bisognerà smet­tere ,72> Dotto non intendeva rinunziare ai piani rivoluzionari; piuttosto pensava di (rilanciarli con una maggiore compattezza del partito su scala nazionale.
È ormai necessario, indispensabile, urgente scrisse a Campanella il 5 agosto , lo stabilire definitivamente un accordo serio, una coesione compatta, una disciplina profonda e un unico e solo centro direttivo in stretta relazione con i vari centri, indipendenti oggi tra loro, ma che dovrebbero restare da qui innanzi fermamente collegati fra loro e dipendenti dall'unico centro direttivo.
In questo senso Dotto scrisse anche a Saffi e Quadrio, gli altri due membri del triumvirato. Per realizzare l'accordo, chiese che si tenesse a Firenze o a Roma, a breve scadenza, nel settembre-ottobre, una riunione ristretta di dodici persone, in rappresentanza dei principali centri del par­tito.
La riunione, vista con perplessità da Saffi, e soprattutto da Quadrio,73) slittò al 9 novembre. Si tenne a Firenze, come congresso dei delegati dei comitati regionali delle Consociazioni repubblicane, come Dotto aveva sug­gerito. Intervennero Quadrio (Roma), Campanella (Liguria e Sicilia), Saffi (Veneto), Brusco Onnis (Bassa Lombardia), Ernesto Pozzi (Alta Lombardia),
71) Nota del ministero dell'Interno al prefetto di Napoli, Roma 18 giugno 1873, ASN, Cab. Pref., 1 llfibis.
72) G. Bovio a C. Dotto, s. 1., s. d. (ma luglio 1873), copia allegata a nota del questore al prefetto, Napoli 18 luglio 1873, Ivi. Nella lettera Bovio parla a lungo di una perquisizione domiciliare subita a Tran! e del preparativi in corso per la pubblicazione di un giornale, // Veltro, che poi non uscirà.
79 L. MASCILI MIGLIORINI, art. clt., pp. 282 sgg.