Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
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1990
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Carlo Dotto de* Bauli
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stessi mazziniani esistevano contrasti insanabili e la leadership del triumvirato era incrinata da sottili sospetti sulla legittimità dell'investitura.7
Dotto, naturalmente, non si lasciò convincere dall'invito all'attesa, ma il lavoro cospirativo restava ristretto alla solita piccola cerchia di volenterosi. Perciò collaborò con Giovanni Bovio, desideroso di affermare la sua preminenza a Napoli con la pubblicazione di un giornale. Cessato Il Popolo d'Italia, diventava urgente per i repubblicani avere un organo di stampa nella ex-capitale del Mezzogiorno, centro sempre importante, anche per la concorrenza del forte movimento socialista. Di questo problema si preoccuparono anche i dirigenti nazionali, che all'inizio del 74 tentarono, senza successo, di trasferire a Napoli il torinese L'Italia del Popolo? dopo che erano svanite le speranze di fondare un giornale a Roma sulle basi del manifesto dell'ottobre del triumvirato. La decisione era stata presa dal convegno di Firenze, e tra i firmatari dell'invito alla sottoscrizione per il giornale era anche Dotto, più che mai unico valido interlocutore per il Mezzogiorno, nonostante le riserve di Petroni e dei suoi amici.77)
I mazziniani erano rivolti ad un'opera di allargamento della base bisognosa di tempi lunghi. All'inizio del 74 si lavorava all'organizzazione del XIII congresso delle Società operaie. Le autorità napoletane seguirono i preparativi, tenendo d'occhio particolarmente Dotto.78) In una riunione del 28 febbraio a casa di Bovio si decise di inviare al congresso come rappresentanti delle associazioni napoletane Bovio, Migliorini, Capo, Dotto e Romanelli ma con un programma proprio che sarebbe stato redatto dal
75) La lettera di Raffaele Petroni del 1 dicembre 1873 è in Appendice, doc. 3. Circa il dubbio sull'investitura del triumvirato osserviamo che effettivamente nel febbraio 72 Mazzini scrisse all'antico amico: È difficile stabilire un centro direttivo del Partito in Roma; mancano gli uomini: se tu, Saffi, etc. vi foste, uniti a Quadrio, sarebbe un'altra cosa <G. MAZZINI, Scrìtti editi ed inediti, Edizione Nazionale, voi, XCI, Imola, Galeati, 1941, p. 372). Si trattava più. di un invito alla collaborazione che di una investitura, ma denotava pur sempre la particolare, stima dell'Apostolo per le persone da luì indicate. Ad ogni modo l'accordo tra i tre esponenti repubblicani fu precario, perché Quadrio e Saffi erano fedeli a tutto l'insegnamento mazziniano nel suo complesso, mentre Campanella ne riteneva superate le premesse filosofico-religiose (si veda G. MONSACRATI, Momenti dell'intransigentismo repubblicano: il gruppo romano del Dovere, in L'associazionismo mazziniano, cit., pp. 33 sgg.; A. SCIROCCO, F. Campanella, in Dizionario Biografico degli Italiani, voi. XVII, Roma, 1974; B. MONTALE, L'ultimo Quadrio, in Atti del secondo convegno su Mazzini e i mazziniani, cit., pp. 305 sgg.).
76) Sull'iniziativa di Bovio cfr. A. SCIROCCO, Democrazia e socialismo, cit., p. 269. Sul progetto relativo aWItalia del Popolo, L. MASCILLI MIGLIORINI, art. cit, p. 284.
77) Riportiamo il comunicato nell'Appendice, doc. 2.
7) Si disse anche che Dotto era nella commissione direttiva nazionale, notizia poi smentita (questore al prefetto, 20 febbraio e 2 marzo 1874, ASN, Gab. Pref., f. 159). Sul XIII congresso delle società operaie, tenuto a Roma dal 23 al 31 marzo 1874, oltre a G. MANACORDA, Il movimento operaio italiano attraverso i suoi congressi, Roma, Editori Riuniti, 1963, pp. 122 sgg., vedi A. BERSELLI, Gli arresti di Villa Ruffi. Contributo alla storia del mazzinlanesimo, Milano, 1956, cap. VI. Il volume è di fondamentale importanza per lo studio dell'attività del partito nel 1873-74.