Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
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1990
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Carlo Dotto de' Datili
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avesse scopi sediziosi; la mattina stessa del 2 agosto fece arrestare i convenuti e colse l'occasione per sciogliere le associazioni repubblicane.86)
Dotto fu arrestato con gli altri. Tutti rimasero durante la notte nella villa. La mattina del 3 agosto furono portati con un treno speciale a Spoleto, ed ivi rinchiusi nella Rocca in uno stanzone comune per 38 giorni. Il 9 settembre furono trasferiti a Perugia, ammanettati a due a due e rinchiusi in celle singole fino al 24 ottobre. Nel frattempo ie autorità dei luoghi d'origine dei detenuti procedettero a perquisizioni domiciliari. Per Dotto la perquisizione fu negativa.87)
Un primo gruppo di imputati (con Saffi e Dagnino) fu prosciolto con formula piena il 24 ottobre. Altri diciotto, e tra essi erano i più temuti Dotto e Valzania, dovettero attendere per l'ordine di scarcerazione il 23 dicembre.
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Dotto si trattenne qualche giorno a Perugia, festeggiato dai demooratici locali, scrisse una lettera al Bovio ed un indirizzo alla gioventù democratica napoletana che ci sembra l'espressione più compiuta dei suoi ideali e degli indirizzi della sua azione. Si trasferì poi ad Arezzo, e in altre città, anche per vedere se e come si potesse fondare un giornale repubblicano a Roma.88)
Pref., f. 161. Il Dotto è cosi descritto: Età anni 32, statura ordinaria, corporatura giusta, piuttosto svelta, capelli neri, barba intera nera, viso pallido . Il 29 luglio il questore aveva comunicato che Dotto sarebbe partito vestito a nuovo con cappellino grigio a piccoli quadretti. Altro rappresentante meridionale fu Vincenzo Runcini. Dagli atti giudiziari risulta nato in Montorio al Vomano il 20 febbraio 1873, ivi domiciliato, coniugato, possidente e scrittore (A. BERSELLI, op. cit, pp. 144 e 161). Ricordiamo che le autorità governative ritenevano Dotto internazionalista equivocando sui suoi tentativi di stabilire unità di azione (cfr. A. BERSELLI, op. cit., pp. 96 sgg., e G. TREVISANI, Il processo di Trani contro gli internazionalisti, in Movimento Operaio, settembre-ottobre 1956).
86) Cfr. A. BERSELLI, op. cit., cap. X; nel cap. XI l'istruttoria e le conclusioni del procedimento giudiziario.
87) Dotto aveva dato alla padrona di casa il falso nome di Luigi Ingegnere e prima di partire aveva disdetto l'affitto e ritirate le sue cose: questore al prefetto, 3 agosto, e prefetto di Napoli al ministero Interno e al prefetto di Forlì, anche 3 agosto, ASM, Gab. Pref., i. 161. Il 4 agosto il prefetto di Napoli inviò al prefetto di Forlì ampie note biografiche su Dotto. Tra l'altro si dice che la sua vita privata è degna di lode. Qui vive assai modestamente dando lezioni di geografìa, storia in vari istituti privati, e campa la vita col guadagno che ne ritrae {Ivi).
88) Questore al prefetto, Napoli 2 gennaio 1875, a cui è acclusa copia dell'indirizzo alla gioventù democratica napoletana {Appendice, doc. 4), e 3 gennaio 1875, ASN, Gab. Pref,, f. 205, a cui è acclusa copia di una breve lettera di saluti a Bovio, Perugia 25 dicembre. Facciamo presente che in seguito al riordinamento del fondo Gabinetto Prefettura, l'incarto segnalato come appartenente ai fascio 204 nel 1973, in A. SCIROCCO. Democrazìa e socialismo, cit., è ora conservato nel fascio 205.