Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
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1990
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363
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Carlo Dotto de' Dauli 363
pervenire a Cafiero. L'offerta fu rifiutata,113) ulteriore prova di una motivata intransigenza.114)
La continua presenza a Roma, la collaborazione a! Dovere, i frequenti viaggi in Alta Italia manifestavano la crescente intolleranza di Dotto verso l'ambiente napoletano, dove le iniziative tendenti all'azione si perdevano nell'indifferenza e la preminenza di Bovio portava il partito verso posizioni legalitarie. Anche il Circolo repubblicano, inaugurato solennemente il 9 febbraio '78, ebbe vita grama. L'associazione si collegava ai rinnovamento organizzativo del partito repubblicano in quel momento in pieno rilancio in varie parti d'Italia. Per 'le solite difficoltà organizzative e finanziarie il circolo entrò presto in crisi e nell'estate, al solito, si sfasciò. Dotto, entrato nel consiglio direttivo, si dimise nel maggio. Il circolo napoletano non fu neanche rappresentato al congresso repubblicano del 30 aprile.11?)
In occasione di Villa Ruffi Dotto aveva avuto modo di farsi meglio conoscere da dirigenti autorevoli, e di rendersi conto della efficienza delle organizzazioni repubblicane in alcune regioni del paese. Dopo aver partecipato alla manifestazione per l'anniversario degli arresti, confidò l'intenzione di lasciare Napoli, e di stabilirsi a Genova presso Felice Dagnino o a Forlì presso Saffi.116)
La speranza di ottenere appoggio per una sistemazione personale era
l*3) G. MONSAGRATI, art. cit., pp. 52 sgg. Nota del prefetto, Napoli 2 giugno, e del procuratore generale del re presso la Corte di appello, Napoli 9 giugno 1877, ASN, Gab. Questura, f. 56, e del questore, Napoli 12 giugno 1877, Ivi, f. 69. Cfr. anche la circolare n. 1 della commissione di corrispondenza, Italia 8 giugno 1877: Noi respingemmo il denaro, rispondendo con una lettera gentilissima che non avremmo potuto accettare offerte se non come attestato di completa solidarietà per i nostri principii e per i nostri fatti cosa che non poteva essere nelle mire degli offerenti (P. F. BUCCELLATO - M. JACCIO, Gli anarchici nell'Italia meridionale. La stampa 1869-1893, Roma, Bulzoni, 1982, p. 99).
IW Osserva il questore che il partito repubblicano a Napoli ha pochi seguaci. Ed è tanto vero che il sentimento repubblicano qua è condannato a non far progressi, che taluni del partito democratico esaltato, mentre non hanno disertato del tutto le file repubblicane, atteggiatisi a socialisti, e propugnano una rinnovazione sociale, tanto per avere negli operai quei gregari che assolutamente mancano. Ma questo connubio mal si regge, perché il repubblicano è un borghese, e perché l'internazionalista ha ben altre mire circa la nuova costituzione sociale; sebbene si accordino e l'uno e l'altro nel ritener necessario un altro sistema politico basato sul trionfo della pura democrazia (relazione sullo spirito pubblico, Napoli 14 luglio 1877, ASN, Gab. Questura, f. 51).
tì5) Cfr. A. SCIROCCO, Democrazìa e socialismo, cit., pp. 310 sgg. Molte notizie anche nel carteggio tra il questore e il prefetto del gennaio-giugno 1878, in ASN, Gab. Questura, f. 60. Ivi, il 3 maggio, notizia delle dimissioni di Dotto, non motivate, e subito accettate. Cfr. G. TRAMAROLLO, 1878: primo congresso repubblicano, in Mazzini e i repubblicani italiani, cit.
ufi) Prefetto al ministero dell'Interno, Napoli 8 settembre 1875, e questore al prefetto, Napoli 19 ottobre, entrambe in ASN, Gab. Prof., f. 205.