Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
anno <1990>   pagina <374>
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Alfonso Scirocco
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Ti prego di dispensarmi dal parlare di politica a qualunque dello stato maggiore del partito mazziniano. Tu cominci a persuaderti ora che la serietà del partito è morta con Mazzini: io da un anno e più sono con­vinto che non solo la serietà, ma anche l'onestà si è sepolta a Staglieno. Qui si avevano le più precise informazioni sul Dotto e sul Salomone: ma li hanno chiamati egualmente. E s'era parlato d'invitare Di Lorenzo, cir­costanza che impedì a mio padre, chiamato, di recarsi al convegno, poiché rispose che non voleva trovarsi a congresso coi truffatori, Maurizio, che insisteva perché papà vi andasse, ne fu dolente. Ma il più bello fu che Maurizio stesso credeva d'essere chiamato a stabilire qualche cosa: invece, arrivato, dovè sanzionare quello che Saffi e Campanella avevano già sta­bilito. E si meravigliò di trovare fra i mazziniani il Battaglia, che fu a Roma il più fiero oppositore della propaganda mazziniana, e che è tuttavia l'anima ed il braccio destro del Campanella; ed Alessandro Castellani che parteggia tanto per ile teorie di Mazzini, quanto io per quelle del Sillabo. Fu di dispiacere per Maurizio ed irritazione per parte della Sarina Nathan, che sperava dominare, dominando Quadrio, il triumvirato, e che oggi s'ac­corge d'essere col vecchio amico strumento della volontà altrui. Indi la confessione, fatta giorni indietro a papà dalla Sarina, che sulla elezione del triumvirato a Genova pesò moltissimo il fatto della asserzione che fece Campanella, che Pippo, morendo, gli aveva scritto una lettera, in cui affer­mava il desiderio che lo stesso Campanella con Saffi e Quadrio ne raccoglies-sero la successione. E la lettera? Che vi sia ciascun lo dice, Ove sia nessun lo sa Ebbi queste notizie come certissime, ma tienile a te, perché sono confessioni particolari fatte nel momento dello sdegno dalla Sarina e dallo stesso Maurizio.
IV*) Alla Gioventù Democratica napoletana
Perugia, 25 dicembre 1874
Ricevei a suo tempo il vostro indirizzo del 7 agosto scorso. Voi capi­rete le ragioni che mi vietarono rispondervi prima d'oggi. Le mie parole avrebbero dovuto passare sotto il bollo di una procura regia, e preferii tacere. Oggi, uscito di carcere, il mio primo pensiero rivolgesi a voi.
Nel vostro indirizzo manifestavate la vostra solidarietà con me e con tutti gli altri cittadini arrestati il 2 agosto alla Villa Ruffi, presso Rimini, il fermo proposito di perseverare impavidi sugl'intemerati principii repub-
3) Brano di lettera di Raffaele Pcironi ad un repubblicano di Napoli, 1 dicem­bre 1873 copia della polizia, Archivio di Stato, Napoli, Gabinetto Prefettura, fascio 116bis.
4) Indirizzo di C. Dotto, Perugia 25 dicembre 1874, copia della polizia, Archivio di Stato di Napoli, Gabinetto Prefettura, fascio 205.