Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
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1990
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Carlo Dotto de' Dauli
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blicani, e il vostro profondo disprezzo per quegli uomini che con tanta iattura governano suil nostro paese.
Dirvi che nell'animo mio giunsero grate le vostre parole, sarebbe superfluo; amico di gran numero di voi, conosco da lungo tempo i vostri sentimenti e non -dubito della fermezza di essi. Voi rappresentate ila parte più generosa della gioventù delle province napoletane, quella cioè che vive lavorando e studiando. La vostra condizione vi impone adunque grandi obblighi e verso il paese e verso il partito, ed a voi si spetta gran parte dei destini del popolo nostro. Perché i nostri principdi non rimangano sterili, ma fruttino semi fecondi per l'avvenire, è d'uopo che lo spirito di essi penetri nella coscienza delle moltitudini. A ottenere questo bisogna cercare sopratutto di affratellarsi cogli operai, cogli artigiani, cogli agricoltori, stendersi ad essi la mano, non come da superiore ad inferiore, ma come d'amico ad amico; mostrarsi in una parola sinceramente affezionati ed interessati alle loro sorti. E altresì bisogna cercare indefessamente di istituire, in quante più località sia possibile delle associazioni inspirate ai principii della vera democrazia. Sapete voi perché il Governo regio adopera oggi varii -pesi e varie (misure secondo le differenti province? Perché non in tutta Italia il principio di associazione è ugualmente esteso e radicato tra le popolazioni. Guardate la Liguria, ove sono i più tenaci e i più industriosi italiani, colà le associazioni sono da lunga pezza istituite e si diramano dovunque con vasta organizzazione, e benché inspirate tutte a principii repubblicani, il Governo non ha osato discioglierle, perché temeva qualche scoppio violento e formidabile. Le Romagne, quella generosissima terra sì slealmente calunniata dalla ipocrita setta dei coiisorti, intendo dire le province di Ravenna e di Forlì, hanno pure in questi ultimi anni esteso grandemente le loro associazioni, e il governo ha colpito l'occasione, da lunga mano preparata, di scioglierle, giovandosi di un momento di terrore, creato con arresti arbitrarii, con falsi all'armi con turpi menzogne, e facendo apparato di forza imponente, e approfittando della picciolezza di quella parte d'Italia che conta poco più di 400.000 abitanti. Se dappertutto fossero egualmente estese e collegate le associazioni dei nostri, come lo sono in Romagna e in Liguria, o state pur sicuri che il forte governo non avrebbe osato violare così apertamente la Legge, come ha fatto in Romagna e in qualche altra località delle Marche e della Toscana.
Voi appartenete ad una parte della penisola che, per estensione e popolazione, ha grande importanza sui destini d'Italia, e ove non è piccolo il numero dei patrioti e dei giovani valenti e generosi. Potete dunque in un tempo non lungo, lavorando attivamente, costituire una vasta rete di associazioni operaie e democratiche, ile quali, col legate strettamente ed abbracciando gli interessi di tutte le elassi che vivono col frutto onorato del loro lavoro, -gioveranno efficacemente all'incremento delle medesime. E se la prepotenza e l'arbitrio di chi regge le sciolgono, ricostituitele l'indomani, e cosi di seguito; e qualora il triste gioco perdurasse di troppo, allora sarà mestieri pensare di ricostituirle in altra maniera. // diritto di associazione è sacro, la legge lo garantisce, e mentre dai reazionari! d'ogni risma lo si fruisce apertamente, a noi repubblicani colla forza si vuol negare e togliere. Ricordatevi queste solenni parole di Giuseppe Mazzini: L'associazione è il principio fondamentale che deve oggimai dirigere i lavori politici'.