Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
anno <1990>   pagina <376>
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5Z5 j Alfonso Scirocco
Fate adunque tutto il possibile affinché il principio di associazione si estenda e prenda salde radici in mezzo ad popolo. È, questo, direi, un obbligo che dovrebbe esser reciproco fra tutti i repubblicani d'Italia, e che, adempiuto coscienziosamente, darà un giorno impulso potentissimo al trionfo della nostra causa. Non vi curate delle arti sleali e delle maligne insinuazioni di quei nostri avversarii, che nelle righe dei loro giornali cer­cano con menzogne e con calunnie denigrare il nome de' repubblicani; coloro sono una razza di gente che sembra ardita e coraggiosa, perché sa di avere l'appoggio della forza oggi dominante, e che la eguaglianza della Legge per tutti in Italia è tuttodì un vano desiderio, ma che tace e si nasconde se trova qualcheduno risoluto a fargli ringoiare le stolte calun­nie, come accadde a me -più volte l'anno scorso.
Vi sia di norma costante ed immutabile di non appassionarvi mai nelle polemiche o nei dissensi che possono talvolta avvenire tra le persone notevoli dei nostro partito. Tutti gli uomini possono sbagliare ma al di sopra degli uomini sta Videa, stanno i principii noi seguiamo questi. Così terrete lungi ed eviterete ogni discordia, peste maledetta che sembra re­taggio di tutti i partiti del nostro paese, e che tra noi purtroppo è cagione frequente di dolorose sciagure che scemano valore alle nostre fila e ci allontanano dalla meta sospirata.
Siate ognora tenaci nei vostri sentimenti ed alteri delle vostre con­vinzioni, e abbiate fede incrollabile nell'atea che noi sosteniamo e per la quale tanti martiri s'immolarono; nelle pieghe della nostra bandiera sta scritto: Libertà e giustizia, uguaglianza e lavoro, umanità e progresso, e questi principii dovranno un giorno trionfare, malgrado i tristi fautori della prepotenza e del privilegio, della miseria e della corruzione. Costoro s'avvedono ormai che le tenebre dell'oscurantismo scompaiono dinanzi alla luce del progresso, e per sostenersi tentano, oggi con ibride alleanze di avere l'appoggio di un'aristocrazia condannata da un passato ignomignoso e funesto alla patria nostra. Stolti, dimenticano che chi abbraccia un cada­vere muore più rapidamente. Non valga mai ad intiepidirvi o a muovervi dal vostro cammino, timori di 'persecuzioni, di carceri, di sofferenze; queste sono prove leggere che non abbattono ma ritemprano gli animi de' forti, rendendone più saldi i propositi, e ricordatevi in ultimo che: chi la dura la vìnce.
Accogliete intanto un sincero e cordiale saluto, e abbiatemi ora e sempre fraternamente vostro
Carlo Dotto
VS)
Napoli, 5 settembre 1876
Mio caro Minuti
Ti scrivo poche linee in gran fretta, dovendo partire, ritornando qui verso la fine del mese.
5) C. Dotto a L. Minuti, Napoli 5 settembre 1876, Museo Centrale del Risorgi-