Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
anno <1990>   pagina <378>
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Alfonso Scirocco
lui al dovere di fargli qualche corrispondenza. Non mancare davvero di dirglielo e fargli ancora i miei saluti.
So che ti dissero esser io professante Internazionalismo e che non lo credesti. Ciò mi basta e ti ringrazio. L'individuo disse al Giannelli ti avrebbe scritto per rettificare, l'ha egli fatto? Comunque sia mi basta tu non lo abbia creduto.
Scusami dunque e abbimi sempre tuo affezionato amico
L. Minuti
VII?)
Napoli, 11 giugno 1875
Esimio Signor Benedetto Cairoli
Sin dal 18 maggio, sapendovi in Napoli cercai di salutarvi, mi riuscì impossibile per molti motivi; spero, vedendovi, dirvene i principali. Sentivo il dovere di ringraziarvi per tutto quello che avete cercato di fare per me e di cui mi ha scritto Mantovani, e di palesarvi i miei sentimenti di grati­tudine -per le vostre parole dette in Parlamento sugli arresti di Villa Ruffi.
Oggi un fatalissimo progetto si discute in Parlamento. Se le leggi ecce­zionali passeranno, giorni funesti si preparano per l'unità della patria. Io non sono nato in Sicilia, né in altra provincia del Mezzogiorno d'Italia, amo quella per parentele ed amicizie, e conosco queste province per lunga dimora ed estesissime relazioni. In Sicilia, le autorità, dalla più elevata alla più infima, trattano come fossero in terra straniera, in terra conquistata. Si sono commessi degli abusi infami dagli agenti della pubblica forza, cara­binieri, questurini, militi a cavallo. Accennarli soltanto sarebbe lunghissimo. Nelle province meridionali, in tutti quei paesi, ove non sono autorità supe­riori, un carabiniere, o un semplice graduato di quell'arma hanno poteri illimitati, e giovandosi della ignoranza degli abitanti, del servilismo dei più miseri, della distanza e difficoltà di comunicazioni col capoluogo di circon­dario o di provincia, eccedono spesso e abusano della loro posizione, sia per accattivarsi l'animo di qualche sindaco o di altra autorità, sia per sod­disfare alle malnate brame dell'animo umano. Io sono stato ufficiale dello esercito regolare, e ho udito e veduto molti guai in proposito, mentre non nego che tra gli agenti della pubblica forza, specialmente carabinieri, ve ne siano bravissimi e che recano i più grandi servizi alla pubblica sicurezza e dovrebbero essere premiati, e sono moltissimi questi buoni.
Accordati poteri eccezionali alle autorità che oggi abusano di quelli che hanno, cosa avverrà? Per poche decine di malfattori che scorrazzano da campagna, favoriti dalla conoscenza e dalla natura dei luoghi, si dovrà mettere a soqquadro delle province intere? Ma ognuno vede che lo scopo di dette misure è puramente politico, non di sicurezza. Il governo odia e
7> C. Dotto a B. Cairoli, Napoli 11 giugno 1875, Civici Istituti di Arte e Storia, Pavia, Archivio Cairoli.