Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
anno <1990>   pagina <379>
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Carlo Dotto de* Bauli
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teme la Sicilia, né può perdonare all'isola di mandare quasi tutti Deputati di opposizione. Il governo ha commesso in Sicilia abusi enormi, e oggi come garanzia dei soprusi fatti e di quelli futuri cerca di ottenere le leggi eccezionali. Tra le province di Basilicata, Salerno e Cosenza, scorazza da molti anni una banda di circa dieci briganti, comandata sino all'anno scorso dal Cappuccino, ora dal Francolino. Questa banda ricatta ed uccide, non sono giunti a distruggerla, malgrado le forze inviate; la natura del suolo protegge quei briganti; ma nessuno ne parla, nessuno chiede che a Potenza, Matera, Sala Consilina, Lagonegro, Castrovillari si pongano leggi eccezionali. Non è quistione di forza o di terrore, ma di scaltrezza e di accortezza negli agenti della pubblica forza. Il piccolo fatto avvenuto in Sicilia si strombazza, si esagera, si prende a prestito per dipingere a fosche tinte e calunniare quegli abitanti. Il governo e i suoi fidi rovinano così l'unità d'Italia, che costò tanto sangue e tanti sacrifici. Se le leggi ecce­zionali passeranno, sarà grave sventura per il nostro paese. Se non succede uno scoppio prossimo, avverrà quando potrà, e a danno dell'unità della patria. Certe offese non si dimenticano mai, il tempo accresce l'odio, e, giunta l'ora propizia, la vendetta sorge tremenda e inesorabile. Vi pensino coloro che possono ripararvi e ricordino che: chi semina vento raccoglie burrasca.
Vorrei scrivervi molto a lungo, ma desidero inviarvi subito questa mia, e spero mi vorrete scusare e dell'avervi scritto e così in fretta e furia, avendolo io fatto e per la molta stima che sento per voi, e perché vedo con profondo dolore messa in pericolo l'unità della patria dalle fune­ste leggi eccezionali, e io amo l'Italia con pari affetto dal Monte Bianco al Lilibeo. Conservatevi a lungo sano e sereno, e a prò' dell'avvenire della patria comune, e abbiatemi ora e sempre con sincera stima e nobile affetto
Vostro dev.mo obb.mo Carlo Dotto de' Dauli
Vili)
Napoli, 24 marzo 1878
Egregio Signor Ghisleri
Ho ricevuto con ritardo la sua gentilissima del 18 andante, con la quale ella m'invita a collaborare nella Rivista Repubblicana. Quantunque mi trovi involto in molte occupazioni, nondimeno io non posso rifiutare la debole opera mia alla collaborazione della Rivista Repubblicana, la quale, nutro fiducia, gioverà efficacemente alla democrazia italiana.
Non ho ricevuto né il programma della suddetta rivista, né le schede per associazioni. Di queste non è a sperar molto in queste province, ove il
8) C. Dotto ad A. Ghisleri, Napoli 24 marzo 1878, Archivio della Domus Mazzi­niana, Pisa, Fondo Ghisleri*