Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRATICI ITALIA 1870-1885; DOTTO DE' DAULI CARLO LETTERE
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1990
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Alfonso Scirocco
tutto nella classe chiamata borghese. Tu, malgrado gli anni e le delusioni, non hai l'animo affievolito, e conservi la vigoria del corpo. Io ti auguro molti e molti anni di vita, e pieni di salute, sperando di salutare il giorno della riscossa finale che inizierà un'era novella.
Ho letto con piacere che il tuo Aristide si mostra studioso. Possa egli essere a lungo il conforto dei tuoi ultimi anni, e render più dolce la tua vita. I miei ossequi alla tua consorte. Io ho un figlio robustissimo e vivacissimo, il quale ha 14 mesi e mezzo, e chiamasi Spartaco. Addio per ora, vivi sereno e sano e a lungo, e inviandoti una cordialissima stretta di mano, credimi sempre tuo aff.mo amico
Carlo Dotto
XV15)
Forlì, 27 maggio 1883
Carissimo Lacerenza
Perdonatemi il lungo silenzio; vi dirò sinceramente non ho potuto rispondere prima. Ebbi la vostra dell'I 1 febbraio scenso con L. 9.60, che considero come L. 10, per le 5 copie della Trieste la quale, essendo io stato assente da Forlì circa un mese, per ritardi della tipografia, verrà pubblicata sul finir di luglio. Comunque sia spedirò a voi le cinque copie.
Amico mio, voi avete pienamente ragione a giudicare corrottissima l'attuale gioventù. Io che la conosco da vicino, convengo con voi, meno poche eccezioni, e queste sopra tutto nel ceto operaio, la maggior parte è fiacca e corrotta, onde le miserie presenti, la libertà manomessa, la vergogna politica all'interno e all'esterno. Purtuttavia non bisogna disperare, dopo la notte sorge l'alba, ed erano corrotti ed oppressi i Francesi, quando si riscossero magnanimi nel 1789. Il desio di libertà e di prosperità è fuoco latente negli umani petti e non si estingue mai. Noi abbiamo il dovere di tenerlo acceso, di preparare gli eventi, e di non essere colti alla sprovvista, quando l'ora dei -grandi cimenti dovesse sorgere davvero.
Se non scrivo spesso, se non mando spesso giornali attribuitene la colpa agli scarsissimi mezzi, che mi fanno condurre una vita piena di privazioni e di sacrifici.
Domenica scorsa, avendo sfidato due avvocati, dovetti sostenere a Perugia due duelli, nei quali ferii al volto gli avversari, che erano due valorosi ed esperti schermitori.
Difficilmente verrò a Napoli quest'anno, venendo vi abbraccerò volentieri.
Vi contraccambio i saluti dei miei, sì a voi, che alla vostra consorte ed al vostro Aristide, il quale bacerete per me. Addio per ora, vivete sano e sereno a lungo, vogliatemi bene, e inviandovi una sincera stretta di mano, credetemi sempre vostro aff.mo amico
Canio Dotto
15) C, Dotto a R. Lacerenza, Forlì 27 maggio 1883, MCRR, b. 828 (32-75).