Rassegna storica del Risorgimento

PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
anno <1990>   pagina <387>
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AMICI SCOMPARSI
ETTORE PASSERIN D'ENTRÈVES
È morto ad Aosta, il 2 marzo scorso, Ettore Passerini è scomparso con lui uno dei più significativa esponenti della storiografia italiana del secondo dopoguerra. Nato a Torino il 26 dicembre 1914 da un'antica famiglia valdostana, conti di Entrèves e Courmayeur, frequentò il Liceo Alfieri e si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università torinese, ove si laureò nel 1936 con una tesi. Il pensiero di Cesare Balbo attraverso le opere dell'esilio (1821-1824), condotta sotto la guida di Gioele Solari.
Sottotenente di artiglieria, insegnante per breve tempo nel liceo clas­sico di Aosta, si trasferì nel 1939 a Firenze, ove continuò l'insegnamento liceale e ove sposò lo stesso anno donna Vittoria Torrigiani Malaspina. L'anno successivo pubblicava, rielaborazione più vasta della tesi di laurea, il volume La giovinezza di Cesare Balbo (Firenze, Le Monnier, 1946; 2a ed. 1950). Passerin vi esaminava le prime esperienze culturali e politiche del giovane Balbo negli anni dell'occupazione francese e nei primi tempi della Restaurazione, esponeva la sua posizione di fronte al moto liberal patriot­tico costituzionale del 1821 ed analizzava la formazione etico-politica del futuro esponente della scuola storica moderata e uomo politico subalpino. Attraverso gli scritti giovanili, soprattutto quelli dell'esilio in Francia, egli mostrava come il Balbo si fosse rivolto fiducioso alla monarchia sabauda, affidando ad essa la missione di costituire un forte stato su basi costi­tuzionali e nazionali nel Nord della penisola, con esclusione d'ogni potenza straniera: il progetto era basato indubbiamente sulla tradizione politica regionale della dinastia, ma notava Passerin arricchito del patriottismo alfieriano e della nuova cultura europea che Balbo aveva assimilato.
Le vicende belliche fecero sì che questo volume se si eccettua il breve e noto saggio Per una storia religiosa del Risorgimento (1942), restasse l'unico lavoro pubblicato da Passerin sino al 1946. Con il 1943 egli rientrava in Val d'Aosta, partecipando attivamente alla Resistenza: insieme con lo zio, Alessandro Passerin, e con Federico Chabod condusse in quegli anni una duplice azione, per la libertà e per l'autonomia della Valle. Quando, nell'estate del '44 cominciarono a diffondersi, favorite dalle dichia­razioni di De Gaulle, le prime ventate annessioniste, i Passerin d'Entrèves e Federico Chabod in un incontro avvenuto a Courmayeur il 16 agosto incontro desiderato dallo stesso Chabod che riteneva determinante per il successo del programma autonomista l'appoggio della prima famiglia della Valle d'Aosta , per le influenze ch'essa vi aveva presso gli ambienti moderati (Alessandro Passerin era infatti monarchico) e cattolici (Ettore