Rassegna storica del Risorgimento

PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
anno <1990>   pagina <392>
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Amici scomparsi
di stampa. Mostrando la coerenza e la logicità della politica cavouriana nell'estate del '60, invitava a un più sereno riconoscimento delle virtù politiche del Cavour in una situazione criticissima come quella nella quale si trovò ad operare.
Nel 1956 Passerin vinceva il concorso alla cattedra di Storia del Risorgimento all'Università di Pisa, della quale erano nominato professore straordinario il 9 marzo e ordinario a decorrere dal 10 marzo '59. Dopo quasi un quindicennio di insegnamento a Pisa, nel novembre del 1961 passava a ricoprire la cattedra di Storia moderna nella Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica. Ve lo aveva invitato il rettore Gemelli sin dal 1958, ma la decisione maturò due anni dopo e ad essa concorse verosimilmente anche il fatto che nell'Ateneo cattolico milanese avesse insegnato per quasi un decennio, come professore incaricato e direttore dell'Istituto di Scienze Politiche, lo zio Alessandro Passerin. Alla Cattolica rimase solo quattro anni, ma il suo insegnamento arricchito di espe­rimenti interdisciplinari con colleghi filosofi e sociologi favorì lo sviluppo degli studi di storia moderna e contemporanea, sino ad allora piuttosto trascurati a vantaggio degli studi medioevistici, e l'avvio alla ricerca di un gruppo di alunni. Per Passerin si trattò di un periodo di feconda attività attestata dalla produzione di quegli anni; oltre alla menzionata prolusione del '61 su L'ascesa di Cavour nel Parlamento subalpino si possono ricordare gli scritti legati ai corsi universitari: Parlamento e opi­nione pubblica nella formazione dello Stato unitario (Milano 1962), L'età giolittiana e le origini del fascismo (Torino 1963), Mazzini e le religioni del progresso nell'età romantica (1965).
Continuò ad interessarsi inoltre dei problemi dell'unificazione, come appare dalle due relazioni presentate rispettivamente al 39 e al 42 Con­gresso di Storia del Risorgimento: La politica delle annessioni nell'Italia centrale nel 1860 e La politica del Piemonte fra Villafranca e i plebisciti del marzo '60.
Nel novembre del '65 Passerin si trasferiva alla cattedra di Storia moderna della Facoltà di Giurisprudenza, corso di laurea in Scienze poli­tiche, dell'Università di Torino: qui fu tra i promotori e sostenitori della trasformazione del corso in Facoltà di Scienze politiche, avvenuta infatti nel 1969. Nel 1967 assumeva anche, con Michele Pellegrino e Franco Boi-giani, la condirezione della Rivista di' storia e letteratura religiosa. Con il ritorno a Torino l'attenzione di Passerin si volgeva ancora ai pro­blemi storici e politici dell'autonomia valdostana e delle regióni alpine e si allargava ai problemi sociali della Torino moderna, ma sempre viva restava l'attenzione alla storia culturale dell'età del Risorgimento. Basterà ricordare il saggio Ideologie del Risorgimento scritto per il VII volume della Storia della letteratura italiana diretta da E. Cecchi e N. Sapegno (Milano, Garzanti, 1969, pp. 201-314), arioso panorama della letteratura poli­tica italiana dal triennio giacobino al '48 e i non pochi saggi sulla questione romana e Roma capitale: Cavour e il problema di Roma capitale (1970), Riflessioni sul potere temporale a cent'anni da Porta Pia (1970), Il problema di Roma nella prospettiva della classe dirigente italiana fra Risorgimento ed unificazione, relazione presentata al 48 Congresso di Storia del Risorgi­mento (1978). Accanito all'attenzione per la cultura religiosa dell'età risor-