Rassegna storica del Risorgimento
PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
anno
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1990
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pagina
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393
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Amici scomparsi
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gimentale, per le figure che vi avevano rappresentato modelli di cristianesimo e di spiritualità alieni da compromissioni politiche Manzoni, Lam-bruschini, Tommaseo, Rosmini l'interesse di Passerin s'estendeva negli anni '60 e 70 anche a più moderni esponenti della tradizione cattolico liberale risorgimentale e della cultura religiosa coinvolti nelle battaglie moderniste del primo Novecento.
Pur profondamente provato dalla perdita del figlio Andrea, sopportata in silenzioso dolore con il conforto della moglie e della figlia, Passerin ha protratto l'impegno scientifico e didattico oltre il collocamento fuori ruolo, avvenuto nel 1985; nella produzione degli ultimi anni si può anzi notare un significativo allargamento di orizzonti alla storia e alla civiltà europea, come si vede nell'ampio contributo su L'idea e i moti di nazionalità scritto per il quinto volume della Storia delle idee politiche, economiche e sociali diretta da L. Firpo (Torino 1972, pp. 321-409), dalla collaborazione ai volumi di storia italo-tedesca e italo-austriaca editi dall'Istituto storico italogermanico di Trento, e nel volume Guerre e riforme: la Prussia e il problema nazionale tedesco prima del '48 (Bologna, Il Mulino, 1985), tema anche d'uno dei suoi ultimi corsi.
In questa breve biografia intellettuale di Passerin d'Entrèves ci si è riferiti soprattutto allo studioso e all'interprete del Risorgimento italiano: e a questo proposito occorre ricordare la sua assidua presenza ai Congressi nazionali dell'Istituto, ove come si è accennato fu spesso relatore, e aggiungere che dagli anni '60 egli ha fatto parte del Consiglio direttivo dell'Istituto e del Comitato per la pubblicazione dei carteggi cavouriani; ma è superfluo notare che l'orizzonte dei suoi interessi di studioso e la sua sensibilità culturale s'aprivano su tutta la storia e la civiltà europea dal Settecento al Novecento, com'è del resto visibile negli stessi studi di storia risorgimentale, sempre sottratti a ogni angustia nazionale. A taluni aspetti dell'opera storica di Passerin, dopo Maturi, hanno accennato altri: ad esempio Moscati riferendosi agli studi cavouriani e Valiani ricordandone gli spunti innovativi nello studio del movimento cattolico; ma il discorso su Passerin storico s'è arricchito con il partecipato profilo di lui firmato da F. Traniello, F. Bolgiani e G. Rutto come introduzione al volume di studi in suo onore apparso recentemente (Dai Quacqueri a Gandhi. Studi di storia religiosa in onore di E. Passerin d'Entrèves, a cura di F. Traniello, Bologna, Il Mulino 1988, pp. 7-20: ivi, pp. 2140, anche una bibliografia degli scritti di Passerin, a cura di B. Gariglio) e potrà allargarsi ulteriormente con la raccolta organica dell'intera sua produzione, comprendente saggi, note, interventi, discussioni, recensioni sparsi in molte sedi.
Passerin ha esercitato una notevole influenza negli orientamenti della ricerca storica sia di chi è stato suo alunno direttamente, sia dei non pochi che Io sono stati indirettamente; sia di chi è stato con lui in sintonia oltre l'impegno di studio, sia di chi ha seguito altri indirizzi. La sua ricerca si è contraddistinta per la tendenza a ricercare e calare le ragioni e i moventi ideali nella dinamica delle forze operanti nella storia, come altri hanno già osservato; per la simpatia verso la storia religiosa e culturale. Di qui anche la preferenza per una certa tipologia di fonti: i diari, le memorie, i carteggi (di quelli dellOttocento aveva una conoscenza e una padronanza veramente invidiabile da ogni storico del Risorgimento);