Rassegna storica del Risorgimento
PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
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1990
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Amici scomparsi
meno incline invece egli appariva alle ponderose ed erudite ricerche d'archivio, che tuttavia apprezzava e lodava quando non restavano puro dato filologico. Parlando, ad esempio, degli studi settecenteschi di Franco Venturi, e riferendosi in particolare all'intrecciarsi di filoni preromantici col dominatore fervore iUuministico nella Napoli di fine Settecento, aggiungeva che questa gli sembrava la parte più vigorosa, difficilmente eguagliabile, dell'opera del Venturi, anche in quanto essa appare fondata egli scriveva su ricerche veramente sterminate su tutti i gruppi e sottogruppi iUuministici d'Europa (Il riformismo settecentesco e le tendenze revisionistiche della storia del Risorgimento, in Cultura e scuola , 1963, p. 130). La preferenza per la Kulturgeschichte non comportava del resto in lui la sottovalutazione del peso dei fatti, delle forze economiche e sociali, come egli stesso ha dimostrato interessandosi di operatori economici dell'Italia liberale e dello stesso Cavour; di Rosario Romeo, ad esempio, ammirava come pervenisse nei suoi studi a una sintomatica fusione, o almeno a una felice giustapposizione d'interessi fra le indagini di storia economico-sociale e quelle di storia politica e culturale (Ivi, 1962, p. 119). Equanime e misurato nei giudizi, pronto a mettere sul piatto della bilancia storica le ragioni e le posizioni di tutti, uomini e partiti democratici, liberali, conservatori era decisamente insofferente delle posizioni preconcette, dei pregiudizi, delle visioni unilaterali, che attribuiva ad insufficiente preparazione culturale: L'unilateralità nella visione storica scriveva sin dal 1942 deriva sempre, mi pare, e unicamente dai limiti volontari o involontari della preparazione culturale .
NICOLA RAPONI