Rassegna storica del Risorgimento
PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
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1990
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401
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Libri e periodici
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Fortunato, le resistenze del ceto baronale e del clero. Ma il filo dell'analisi è costituito sempre dai contratti agrari che dal 1820 in poi regolano i rapporti rurali in queste regioni e, in (particolare, in Basilicata e in Lucania. Sfilano cosi davanti a noi contratti a sorte e soccida , di mezzadria o affitto o enfiteusi. Con una concretezza d'analisi minuziosa e attenta, che non cede nulla alle astrazioni ideali e che ricorda più Salvemini che Gramsci, Mancino dimostra come in realtà i diritti feudali aboliti si siano perpetuati nei contratti agrari moderni. La sua è una lezione antiretorica e di metodo; come egli stesso dice, infatti, il contadino esprime una realtà sconosciuta a tutti coloro che disquisiscono, si, della terra e dei contadini, ma vivono lontano dall'una e dagli altri. (p. 181).
FABIO STASSI
Catalogo della Raccolta L. Colticela . Contributo alla bibliografìa della Massoneria, a cura di ANNA COFANO, GIUSEPPE CONTE, MICHELE PRATO, ROBERTO RUCOO; Lecce, Biblioteca Provinciale, 1989, in 16, pp. 128. S. p.
Nelle Cronache Leccesi del Buccarelli "(editore N. Vacca, Lecce, 1934, pp. 113) alla data del 13 ottobre 1804 è annotato: Per voce pubblica si dice che nel palazzo del Sig. D. Domenico Solazzo, contiguo e vicino al palazzo del sig. Duca Carignani, dove il sig. General Lecchi abbidava, vi avessero formata la maledetta setta nominata de' frammassoni... . Si aggiunge, ultra, che, dopo l'improvvisa partenza del Lechi e della truppa cisalpina da lui comandata, avvenuta due giorni avanti, in quel palazzo si son ritrovate tante figure oscene ed orrende e fra le altre, una camera tutta vestita di lutto, o di nero, una testa d'uomo colla barba lunga, e colle corna, ed una tavoletta tutta piena di lunghi chiodi tutti in quella ficcati l'uno dopo l'altro a linea retta, ed altre scelerataggini ed iniquità che si raccontano .
Cosi, secondo questa fonte accreditata, la Massoneria pose piede in Lecce fin dal 1804, durante l'occupazione francese, ad opera del patrizio bresciano gen. Giuseppe Lechi. Sulla scia sua e di altri, aderirono al movimento personaggi quali il patriota Giuseppe Libertini, la cospiratrice gallipolina Antonietta De Pace, l'erudito magistrato Luigi Giuseppe De Simone.
Nel nostro secolo un ruolo di primo piano nella Massoneria salentina ha svolto il medico Luigi Coluccia (Gallipoli -191 I-Lecce 1984). Il Coluccia, infatti, ha ricoperto incarichi direttivi nelle Logge di Lecce e della nativa Gallipoli, ma è stato pure studioso dell'organizzazione massonica, alla quale ha offerto un concreto contributo ideologico e culturale: gli appartengono, in effetti, numerosi discorsi e relazioni, un saggio sulla storia della massoneria italiana (edito in Francia), ed un inedito commento della Divina Commedia dal taglio esoterico .
A monte della suddetta produzione vi fu, ovviamente, un'intensa attività di collezionismo bibliografico che gli consentì di formare una scelta biblioteca privata nella quale raccolse pezzi importanti relativi, anzitutto, alla massoneria, ma pure alla medicina, all'esoterica, alla storia del Salento. Vi figurano, tra gli altri, titoli di una certa rarità quale il Compendio della vita e delle gesta di Giuseppe Balsamo denominato il Conte Cagliostro, Roma, 1791, ma anche il necrologio dì Leonardo Stampacchia, In morte di Giuseppe Libertini, Lecce, 1874, nonché le Carte segrete e atti ufficiali della polizia austriaca in Italia (1814-1848), Capolago, 1851, e parecchie edizioni in lingua francese.
Questo fondo -(oltre seicento volumi) è attualmente confluito nella Biblioteca Provinciale di Lecce, la quale, grazie alla disponibilità dell'amministrazione provinciale, ne ha pubblicato il catalogo per le cure dei bibliotecari A. Cofano, G. Conte, M. Prato, R. Rucco. Esso è un repertorio con catalogazioni per autori e per titoli che consentono di penetrare nel mondo particolare degli studi e del credo massonici, collezionati e disposti secondo coordinate di tempo e di spazio.