Rassegna storica del Risorgimento

PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
anno <1990>   pagina <403>
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Libri e periodici 405
taggio post-unitario cui sono dedicati gli altri due saggi del libro Reazione e Brigan­taggio in Basilicata (1860-1861) e Inchiesta sul brigantaggio meridionale (1863). Sebbene ci sìa, anche stavolta, un re in esilio che cerca di far ribellare i suoi ex sudditi, la situazione è completamente diversa, le cause del fenomeno sono prevalente­mente, se non esclusivamente, socio-economiche. Queste le tesi del Pedio: è la rivolta disperata, ferocemente repressa e divenuta perciò essa stessa feroce, delle classi subal­terne, dei poveri, dei senza terra, contro una ristretta classe dirigente, quella dei galantuomini, che nega loro ogni diritto ignorandone i più elementari bisogni. È la rivolta di chi vuol sfruttare il momento di trapasso dei poteri perché epera (o come sostiene l'autore perché è stato indotto, in mala fede, a sperare) in condizioni di vita più umane e che vede invece la vecchia classe dirigente passare in blocco dalla parte dei vincitori, senza mantenere le promesse, e si accorge anche che il nuovo governo è più lontano e più esigente di quello debellato. E questi, che sono i veri motivi di fondo della rivolta sociale, saranno dalla classe dirigente locale accuratamente nascosti, anzi negati, e si faranno invece balzare in primo piano i motivi politici , i contatti con Roma, così da poter ottenere l'appoggio incondi­zionato delle autorità centrali e dell'esercito. E la repressione si abbatterà durissima, legale ed extra-legale, sui ribelli (la solidarietà di classe e gli intrighi locali salveranno quasi sempre i galantuomini doppio-giochisti) sino a costringerli, come nel 1806, alla macchia, alla vita da briganti, giustificando cosi, a posteriori, ogni durezza, ogni eccesso.
Documentatissimo, anche se non sempre di facile lettura, il libro costituisce una delle linee dell'attuale storiografìa sul brigantaggio. In futuro si potranno modificare in qualche modo i giudizi, si potranno sfruttare altre fonti, ma non sarà possibile ignorare quanto è stato sinora scritto dal Pedio.
PIERO CROCIANI
GIANFRANCO E. DE PAOLI, Benedetto Cairoti. La formazione etico-politica di un protagonista del Risorgimento (con inediti) ; Pavia, luculano, 1989, in 8, pp. 227. L. 30.000.
Nella presentazione del volume, Arturo Colombo ne sottolinea l'utilità: poiché sino ad oggi non esiste una biografìa completa e basata su criteri scientifici di Benedetto Cairoli, ogni contributo, specie se arricchito dalla pubblicazione di documenti inediti, va apprezzato per quanto di positivo può offrire. Definisce il lavoro un racconto storico che l'autore, con viva partecipazione personale e simpatia, ha dedicato al patriota pavese nella ricorrenza del centenario della sua morte.
In effetti Benedetto Cairoli figura di primo piano nell'ambito della sinistra italiana, come garibaldino e come statista attende ancora un saggio critico che ne approfondisca l'operato al di fuori del mito e dell'agiografia. Ha lavorato in questa direzione il convegno cairoliano del novembre 1989 studiando, senza incorrere in apologie, tempi e vicende, temi di politica interna ed estera legati al nome e all'opera di Cairoli.
De Paoli chiarisce come Vi libro non pretenda di porsi come una biografia completa rari e sintetici sono i riferimenti al periodo posteriore al 70, così importante per Cairoli deputato e poi uomo di governo ma si soffermi piuttosto sui motivi ideali e patriottici che hanno ispirato l'azione di tutta una famiglia, che rimane come emblema per il suo determinante contributo alla causa nazionale. Per questo offre indicazioni sui cinque fratelli, su Adelaide, sull'ambiente pavese negli anni del Risorgimento.
Come opera divulgativa, opportunamente edita in una significativa ricorrenza, la fatica di De Paoli è senza dubbio utile e porta comunque elementi di arricchimento